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Biancomangiare ai fiori d’arancio

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biancomangiare-arancia-2Introduzione

E’ un dolce che viene dal passato.

Oggi il biancomangiare è una preparazione dolce e delicata, curiosamente tipica di due regioni italiane lontane tra loro: la Valle d’Aosta e la Sicilia. In Valle d’Aosta prende il nome di Blanc Manger e si prepara in due versioni, la prima è fatta con latte di mandorle, la seconda più elaborata utilizza latte di mucca.

In Sicilia il biancomangiare è una crema preparata con mandorle tritate, zucchero, amido, buccia di limone, cannella, e messa a raffreddare in forme di terracotta. Questa ricetta l’ho trovata in almeno 10 blog di cucina.

Mi sono chiesto perché questa ricetta fosse tanto gettonata; la spiegazione è molto semplice: è buonissima! Provatela.

Ingredienti (per 4 persone)

  • 1/2 l latte
  • 100 g di zucchero
  • 50 g di amido di mais
  • 50 ml di acqua di fiori d’arancio
  • 1 limone non trattato

Esecuzione
Prelevate la scorza del limone con un pelapatate o un rigalimoni. Tenetene da parte un po’ per la decorazione. Versate l’amido in una casseruola. Stemperatelo con poco latte freddo mescolando per non formare grumi.

Aggiungere mescolando il resto del latte, lo zucchero, l’acqua di fiori d’arancio e le scorze di limone.

Ponete la pentola sul fuoco e cuocete, sempre mescolando con un cucchiaio di legno, fino ad avere una crema ben densa.
Spegnete il fuoco, eliminare le scorze di limone e versate subito in uno stampo da budino (o stampini individuali).

Battete un pò lo stampo sul tavolo in modo da livellare bene il composto ed eliminare eventuali vuoti.

Lasciate intiepidire e ponete a raffreddare in frigo per almeno tre ore.

Al momento di servire, ponete lo stampo per 1 minuto in due dita di acqua calda e capovolgetelo su un piatto.

Decorate con la scorza di limone tagliata a striscioline.

 

Mimmo Corcione

Non è un cuoco ma è un grande appassionato di cucina. E’ un buongustaio e buon conoscitore delle ricette tipiche regionali. E’ nato a Boscotrecase (Napoli) il 1946 sotto il segno dell’Acquario e per tutta la sua vita si è dedicato alla matematica e l’informatica. Da quanto è andato in pensione, si dedica con passione a raccogliere antiche ricette e a cucinarle (per i sui cari) nella loro versione originale. Si definisce un “viaggiatore del gusto poco distratto” . Da anni sostiene la battaglia contro il “fast food” e ritiene che anche la preparazione di un semplice panino richieda “arte, passione e tempo”. Ama i Beatles e Hitchcock.