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Carciofi indorati e fritti

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cargiofi-indoratiIntroduzione

Ogni volta che mia madre preparava questi carciofi, difficilmente giungevano a tavola perché li “rubavamo” appena fritti. Allora ritenevo che fossero insuperabili, oggi, a tanti anni di distanza, confermo il mio parere.

 

Ingredienti (per 4 persone)

  • 4 carciofi (mamme romane)
  • 100 g di farina
  • 2 uova
  • 1/2 limone
  • sale
  • pepe
  • olio per frittura

Esecuzione
Pulite i carciofi, tagliateli a fettine sottili e metteteli nell’acqua con il mezzo limone premuto per evitare che anneriscano.
Passateli poi nella farina.

Sbattete le uova con sale e pepe e incorporatevi del prezzemolo tritato. Immergete i carciofi nel composto e friggete in olio bollente. Servite caldo… sempre che i vostri figli li facciano arrivare in tavola.

Nota
Come ho più volte detto trovare un accoppiamento carciofi-vino è molto difficile.

E’ il carattere tannico e talvolta ferroso del carciofo, insieme alla sua pronunciata aromaticità a rendere difficile un armonioso abbinamento con il vino.

In teoria servirebbe una bevanda molto morbida (ricca cioè di polialcoli), di grande ampiezza olfattiva, ma non solo perfettamente priva di tannino, anche modesta in freschezza acidula e sapidità, oltre che priva di toni amarognoli o spigolosi.

E’ bene dunque orientarsi su vini bianchi non molto giovani, in cui l’acidità sia già stata un po’ smussata dal tempo, che abbiano complessità e corpo ma non siano troppo sapidi, e soprattutto abbiano carattere olfattivo morbido, tendente al dolce e persistente. Penso in generale allo Chardonnay, ad esempio coltivato in zone collinari dell’entroterra toscano, ma anche in Sardegna magari in assemblaggio con vitigni lo-cali, e al centro-sud in generale, dove molti vitigni bianchi autoctoni possono esprimere grande equilibrio e giusta struttura.

 

Mimmo Corcione

Non è un cuoco ma è un grande appassionato di cucina. E’ un buongustaio e buon conoscitore delle ricette tipiche regionali. E’ nato a Boscotrecase (Napoli) il 1946 sotto il segno dell’Acquario e per tutta la sua vita si è dedicato alla matematica e l’informatica. Da quanto è andato in pensione, si dedica con passione a raccogliere antiche ricette e a cucinarle (per i sui cari) nella loro versione originale. Si definisce un “viaggiatore del gusto poco distratto” . Da anni sostiene la battaglia contro il “fast food” e ritiene che anche la preparazione di un semplice panino richieda “arte, passione e tempo”. Ama i Beatles e Hitchcock.