Detto
Ad litteram
Significato
Keywords
Filter by Custom Post Type
Filter by Categories
Categorie
altro
amicizia
amori
animali
arti
campagna
casa
comportamenti
comprare
coniugi
donna
economia
famiglia
figli
fortuna
furbizia
gioventu
lavoro
leggi
luoghi
maledizioni
mare
medicine
pericoli
personaggi
purezza
relazioni
religione
ricchezza
stagioni
suggerimenti
uomo
vecchiaia
vendere
wellerismo
Tipologie
detti
espressioni
lemmi

Cimitero delle Fontanelle: il culto dei morti tra riti e leggende

0

cimitero-fontanelleA Napoli esiste una credenza ancora oggi molto viva: quella del culto dei morti.

Chi ha visitato la città almeno una volta, non può non aver notato le teche a forma di altare presenti sui muri dei palazzi, che rispecchiano chiaramente l’anima religiosa e allo stesso tempo pagana di questo luogo.

I fedeli, infatti, attribuiscono ai defunti il potere di proteggere le loro famiglie e di esaudire le loro richieste. In cambio, i morti ricevevano cure per la loro anima sotto forma di preghiere.

La più importante testimonianza del legame dei napoletani con l’aldilà, è il Cimitero delle Fontanelle, nel rione Sanità, tra via Foria e la collina di Capodimonte.
Il cimitero, in realtà, è una cava di tufo risalente al 1500, originariamente utilizzata per reperire materiale da costruzione per le abitazioni del proprietario: il Principe Carafa. Il suo nome deriverebbe da piccole uscite sorgentizie che in passato trasudavano dalla roccia porosa.

Trasformato in seguito in cimitero cristiano, fu utilizzato per dare una sepoltura a chi non aveva la possibilità economica di pagarsene una più dignitosa. Il suo impiego come deposito di cadaveri ebbe un notevole incremento in seguito ai morti provocati dall’epidemia di peste nel 1656 e di colera del 1836.

A causa del sistema fognario praticamente inesistente, in seguito ad un allagamento della cava, i resti furono riportati in superficie. Solo dopo questa sciagura si decise di dare alle ossa una disposizione, costruire un altare e riconoscere ufficialmente la cava come ossario.

In questo ossario, che raccoglie oltre 40.000 resti, si può comprendere il rapporto che i napoletani hanno con la religione, la morte, i defunti, il destino, la fortuna.

Proprio perchè i corpi erano tutti anonimi si sviluppò il culto delle ‘anime pezzentelle’, che prevedeva l’adozione e la sistemazione di un cranio (detta ‘capuzzella’), al quale corrispondeva un’anima abbandonata (‘pezzentella’) in cambio di protezione. I devoti sceglievano un teschio, lo pulivano e costruivano un altarino con lumini e rosari. Iniziavano a pregare per l’anima prescelta che, attraverso il sogno, si manifestava. Lo spirito chiedeva che gli venissero rivolte delle preghiere per alleviare le pene del purgatorio.

La frase ricorrente nelle preghiere rivolte alle anime purganti era, infatti, la seguente: “A refrische ‘e ll’anime d’o priatorio”. Il devoto, una volta tornato al Cimitero delle Fontanelle, abbelliva ancora di più l’altare, continuava a pregare e, in cambio, chiedeva una grazia. Solitamente, questa, consisteva nella comparsa in sogno dello spirito (“m’è venut n’suonn’”), che consigliava i numeri da giocare al lotto.

Se la grazia avveniva, si spostava il teschio in un luogo più protetto, altrimenti lo si ricollocava insieme a tutti gli altri e ne veniva scelto un altro con il quale si iniziava la stessa trafila. La tradizione vuole che quando lo spirito compie la grazie, il teschio inizi a sudare, indicando in questo modo la sua intercessione nel mondo dei vivi. In realtà, l’alto tasso di umidità della cava fa formare goccioline di condensa sui teschi, facendoli sembrare sudati.

Oggi il culto non è più praticato, ad eccezione di qualche fedele che, di nascosto, come si narra anche nel libro “Benvenuti in casa Esposito” di Pino Imperatore, continua a portare lumini e rosari ad alcune “anime pezzentelle” in cambio di grazia e favori.

Paola Cetti

Comasca, impiegata presso un gruppo bancario internazionale è rimasta affascinata durante una breve vacanza dalle numerose bellezze che Napoli offre ai turisti e ogni anno non manca di far visita alla città. Con una forte passione verso il mondo informatico, in particolare nella creazione di siti Web, collabora alla realizzazione ed allo sviluppo di Dettinapoletani.it.