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Forcella: una storia che parte da lontano…

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FORCELLA-facebookSe volessimo identificare una strada che rappresenta Napoli, il compito sarebbe arduo, considerando la storia che si respira in ognuno degli oltre tremila toponimi cittadini.

Allora tiriamo a sorte e ci occupiamo di Forcella, strada che nel bene e nel male rappresenta la nostra città nel mondo.

Luogo considerato nella lista nera delle strade da evitare è nonostante tutto impregnata di napoletanità e di storia e ricca di aneddoti e posti da vedere.

Innanzitutto Forcella prende nome dalla conformazione della strada che si dirama in due distinte vie, formando una specie di “Y” che ricorda molto la forcella.

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Concetta Muccardi e (parte della) famiglia

C’è tuttavia un’altra ipotesi che fa risalire il nome allo stemma del Sedile nel quale si trovava la strada (siamo più o meno tra il 1200 e il 1800) che aveva nel suo stemma la forma di Y, in quanto il simbolo si riferiva addirittura all’emblema della scuola di Pitagora, che secoli addietro operava nella zona.

Patria del contrabbando, a Forcella sono legate tante curiosità e aneddoti.

Cominciamo dal film “Ieri, oggi e domani”  di Vittorio De Sica ad episodi, girato nel 1963. In uno di questi, Adelina, magistralmente interpretata da Sophia Loren, evita sistematicamente il carcere, a seguito di una serie di condanne per il suo commercio di sigarette di contrabbando.

Come fa ad evitare la galera? Semplicemente facendosi trovare in dolce attesa (cu’ ‘a panza annanze”), condizione che le garantirà la piena libertà, costringendo il marito (Marcello Mastrioianni nel film) agli straordinari…

Sana invenzione? Nemmeno per idea. L’episodio si basava su una storia vera, quella di Concetta Muccardi, contrabbandiera a Forcella che ha messo al mondo ben 19 figli e che, ben prima dell’avvento della legge Fornero, ha continuato a lavotrare fino all’età di 78 anni, morendo nel 2001.

A Forcella ha sede il Teatro Trianon, inaugurato nel 1911 con la commedia “Miseria e Nobiltà” di Eduardo Scarpetta, le cui scene hanno visto calcare i migliori attori della commedia napoletana e non solo.

Una curiosità. Di Forcella si parla in un’espressione napoletana “S’arricorda ‘o cippo a Furcella”, quando ci vuole indicare qualcosa di estremamente antico come il gruppo di grandi pietre, il cippo, che si trovano di fronte al teatro, datati intorno al III secolo a.C, che facevano parte delle mura cittadine del periodo greco

Oggi Forcella è in balia del suo destino, fatto prevalentemente di criminalità e camorra, di storie di violenza e di prevaricazione: credeteci, a questo punto ogni commento sarebbe superfluo…

Giovanni Vitiello

Orgogliosamente napoletano, da tempo emigrato consapevole, è un dirigente di un gruppo bancario internazionale e si occupa di comunicazione e gestione della conoscenza aziendale. Vive tra Milano (lavoro) e Verona (famiglia) ed è tra i promotori dell'iniziativa "Dettinapoletani". Ha due grandi passioni: Napoli e il Napoli.