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Il Napoli asfalta la Lazio con una ripresa stellare: 4-1 al San Paolo

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3540508_c4Napoli – Lazio 4-1
Partita delicata contro la terza della classe: gli Azzurri entrano in campo un pò preoccupati, la Lazio è ben disposta in campo con un centrocampo fisico ma anche di qualità, il Napoli è aggredito e non riesce a completare i propri fraseggi come fa di solito.
Dopo soli 3′ frittata dei centrali che su di un traversone di immobile consentono a De Vrij di correggere indisturbato in porta.
A parte questo l’esordiente Tonelli, insieme all’ormai titolarissimo Rui, se la cava egregiamente: pochi fronzoli e tanta sostanza con un cliente scomodissimo come Ciro immobile.
Un tiro, un gol e poi i biancocelesti si barricano in difesa.
Insigne ha un paio di occasioni ma è impreciso ed anche un pò velleitario.
Per fortuna a fine tempo un ispiratissimo Jorginho, migliore in campo insieme al solito Allan, verticalizza per Josè Maria Callejon che beffa la retroguardia laziale trovandosi a tu per tu col portiere Strakosha senza sbagliare.
Si va all’intervallo sul pari ma i nervi sono a fior di pelle e Sarri viene invitato in tribuna.
Secondo tempo: entra in campo un grintoso Zielinski al posto di Hamsik, la Lazio pressa meno, intimorita dalle penetrazioni delle punte azzurre ed il Napoli sale in cattedra: quasi-gol di Insigne che a giro sfiora il palo, erroraccio dello stesso frattese che spara alle stelle e, finalmente, la pressione offensiva degli Azzurri va a buon fine inducendo all’autogol Wallace.
Passano un paio di minuti e Rui tira da fuori, Zielinski la sfiora e la palla entra con gol attribuito al portoghese.
Napoli show: controllo di palla stile Harlem Globetrotters e terzo gol che nasce dal piede di Piotr Zielinski – giocatore che sta acquistando grande personalità – il quale aspetta l’accorrente Mertens per offrirgli una palla che il belga accarezza oltre la linea.
Game over: Lazio alle corde e tiky-taka fino a fischio finale.3540508_b2
La mala sorte continua ad accanirsi con lo spogliatoio azzurro, con nuovo infortunio a Ghoulam, Milik sempre fermo al palo e Albiol e Chiriches indisponibili, eppure questa squadra non sembra risentirne.
Secondo tempo stellare e Azzurri ancora un punto sopra gli altri, che vincono ma giocano un calcio opaco, noioso, basato unicamente sui colpi d’ala dei propri fuoriclasse e su non poca fortuna tra pali e rigori negati dal VAR.

Mario Scalella

Nato a Napoli, vive a Milano dall’anno del primo scudetto azzurro. Laureato in giurisprudenza, lavora presso l’ufficio legale di un noto gruppo bancario. Ha giocato a calcio, ottenendo migliori risultati nel canottaggio e nella pallanuoto nel cui ambito ha anche maturato esperienza da dirigente sportivo. Ha collaborato con WaterpolOnline ed altre testate sul web che si occupano di sport, di Napoli e di napolitudine.