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Napoli – Cesena 3-2: la partita

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CesenaPartita giocata in un clima un pò irreale, con il Napoli che sembra sceso in campo per giocare un’amichevole di fine stagione e il Cesena che “comunque vada sarà un successo”: i romagnoli sono già retrocessi e provano a fare la loro bella figura non avendo proprio nulla da perdere.

Ne esce una tipica gara “alla Napoli” che può tradursi in poche parole: difesa assolutamente approssimativa, centrocampo semi-inesistente, attacco brillante ma che deve costruire decine di azioni gol per realizzarne tre mentre agli ospiti bastano un paio di percussioni per realizzarne due. E così dopo un quarto d’ora gratifichiamo il signor nessuno di turno: tal Defrel che porta in vantaggio gli ospiti con un tiro da fuori: difensori che indietreggiano impauriti quasi invitando l’attaccante ad osare.

Il S.Paolo un pò tifa un pò fischia: non si può pretendere da questo pubblico, che pure ha sempre lottato a fianco degli Azzurri anche quando erano in serie C, la pazienza di Giobbe!

Il Napoli sembra scosso e esce dal clima vacanziero soprattutto con Dries Mertens che di voglia ne ha tanta, corre, mette in campo il suo repertorio di finte, dribbling, scambi veloci, penetrazioni in area. E così dopo 4′ arriva il pareggio.
Un minuto dopo ancora il belga fraseggia nello stretto con Manolo Gabbiadini che da centro area piccola porta in vantaggio gli Azzurri.

Intanto lo squalificato Benitez gioca a cucù sette dietro un cartone che ovviamente non lo nasconde alle telecamere. De Laurentis in tribuna ha un viso molto corrucciato.

Ma questo è il Napoli, non bisogna dare mai nulla per scontato e dopo 25 minuti di infruttuoso tiki-taka il pallone torna di nuovo sul piede di Defrel che non perdona, e si va negli spogliatoi sul 2-2.

Ripresa: ovviamente il Napoli non può accontentarsi e ricomincia ad attaccare a pieno regime: ancora Mertens imbeccato negli spazi stretti da Hamsik   riporta in vantaggio gli Azzurri.

Il Cesena appare provato: non ha giocatori di prestigio, la stella è il 37nne Brienza, nato in Lombardia ma ischitano a pieno titolo che non ha mai avuto la possibilità di giocare in grandi squadre pur avendo piedi buoni: da una sua rovesciata una difficile parata di Andujar che mette in corner.

Si va avanti con numerose occasioni per gli attaccanti azzurri che però non finalizzano anzi a volte invece di tirare continuano la giostra dei passaggi fino all’inverosimile. Al posto di Gabbiadini entra Higuain, fischiato, che non dà alcun apporto alla partita (avrà toccato si e no un paio di palloni) e Insigne per Hamsik che invece fraseggia bene.

Ovviamente ogni volta che la palla arriva dietro, specie dalle parti di Koulibaly, il pubblico sugli spalti e sui divani trema… Ma i tre punti alla fine arrivano.

Poche cose buone stasera: la voglia di Mertens, Callejon (che appare stremato dopo una stagione infinita), Gabbiadini, Hamsik ed Insigne. Sull’altro piatto della bilancia la mediocrità di buona parte delleretrovie, ma a due partite dalla fine questo passa il convento e questo ci dobbiamo tenere.

La cosa più assurda è che questo Napoli, quasi contro voglia, è ancora in corsa per la Champions perché nelle due ultime giornate può succedere di tutto.

Ma con quali  prospettive andrà a giocare a Torino contro la capolista e lotterà con la Lazio negli ultimi 90 minuti? Entreranno in campo 11 conigli oppure 11 guerrieri?

Lo scopriremo vivendo.

Mario Scalella

Nato a Napoli, vive a Milano dall’anno del primo scudetto azzurro. Laureato in giurisprudenza, lavora presso l’ufficio legale di un noto gruppo bancario. Ha giocato a calcio, ottenendo migliori risultati nel canottaggio e nella pallanuoto nel cui ambito ha anche maturato esperienza da dirigente sportivo. Ha collaborato con WaterpolOnline ed altre testate sul web che si occupano di sport, di Napoli e di napolitudine.

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