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Napoli – Fiorentina 3-0: la partita

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Napoli-FiorentinaPasqua di Resurrezione arriva al S.Paolo con una settimana di ritardo

Forse il titolo è un po’ esagerato ma certamente, dopo troppa negatività e tantissima sfortuna, questi tre punti conquistati contro una diretta concorrente per l’accesso all’Europa rappresentano un grosso respiro di sollievo per i giocatori, la società, i tifosi ed un ottimo viatico in vista della trasferta in terra tedesca.

Un Napoli concentrato, con i giocatori che avevano la voglia di riscatto e di vittoria negli occhi. Finalmente!

Fiorentina annientata: la squadra viola forse un po’ sopravvalutata dalla critica insieme al suo allenatore ha subito 7 gol nel giro di 5 giorni, anche se secondo i tabellini ufficiali sono “soltanto” 6. E’ un piacere giocare contro questa viola perché non si chiude a muro in difesa come buona parte delle italiane e lascia ampi margini per gli inserimenti degli attaccanti azzurri.

Tuttavia ho cominciato a guardare la partita con disillusione, come se guardassi un’amichevole, aspettando da un momento all’altro il solito black-out della difesa azzurra. Ma questa volta per fortuna non ce ne sono stati.

Gli Azzurri fraseggiano bene con Gabbiadini al posto normalmente occupato da Hamsik alle spalle di Higuain, Mertens molto ispirato sulla sinistra e Callejon a destra. In mediana”pitbull” Gargano e Davide Lopez, la difesa formata da Maggio, in ottima forma, Albiol e Koulibaly centrali e Strinic a sinistra (peccato non possa giocare in Europa League). Andujar confermato tra i pali.

Dopo un po’ di alterne vicende al 23° arriva il gol liberatorio di Driss Mertens che penetra nell’area grande e tira molto angolato: persino il cameramen di Sky è rimasto sorpreso, così come il portiere Neto ed il sottoscritto, pensando che la palla uscisse oltre il palo: invece è entrata.

Sono uscito dallo spirito dell’amichevole, desiderando finalmente la vittoria ma sapendo che il Napoli troppe volte si è fatto rimontare uno, due, perfino tre gol.

L’ansia è salita ulteriormente al 35° allorchè Mertens serve una palla a Pipita Higuain che spara un colpo di mortaio: la palla si stampa sotto la traversa e rimbalza dietro la linea di porta, ma l’assistente di linea che è lì a due passi non vede. Peccato: gesto atletico meraviglioso e probabilità di delusione in netta crescita. L’ansia diventa attacco di panico.

Si riparte nel secondo tempo: gli Azzurri continuano a giocare con attenzione. In particolare Gargano conquista e riconquista palle su palle vincendo nettamente il duello a distanza con Borja Valero.

Tiro a giro di Gabbiadini, senza fortuna.

Il Napoli continua a costruire e spingere ma non costruisce azioni pericolose, lo stesso dicasi per la Fiorentina che in 90’ non ha mai impensierito Andujar.

Al 66° Higuain, che si trova solo davanti a Neto dopo un errore di Savic, fallisce la più facile delle occasioni: l’argentino si allarga troppo e non trova il tempo per finalizzare.

Entra Hamsik al posto di un buon Gabbiadini e il capitano al 71° segna un gol pregevolissimo di interno destro con palla servitagli dal cognato Gargano. Urlo di gioia liberatorio: nulla è ancora deciso, ma il Napoli oggi c’è! Panico e ansia lasciano il posto alla soddisfazione.

Entra Insigne al posto di Higuain e poi Zuniga per Mertens.

Nonostante il doppio vantaggio gli Azzurri mantengono l’intensità e non concedono quasi nulla agli avversari, salvo un disimpegno alquanto folle di Andujar che di fatto serve Borga-Valero, ma lo spagnolo per fortuna sbaglia il tiro.

Ancora un tentativo di Insigne e all’89° il ragazzo di Frattamaggiore pesca Callejon che la mette dentro da pochi metri: è il decimo score dello spagnolo, ma è arrivato dopo mesi di digiuno. Josè Maria fa un gesto come per cacciare via definitivamente la mala sorte, quello che noi napoletani definiremmo “Scò, sciò, ciucciuvuè!”.

Finisce la partita. Il Napoli risale al 5° posto mentre la Lazio scavalca la Roma: entrambe sono lontanissime e non resta che concentrarsi in Europa League e giocare le ultime di campionato con lo stesso spirito ma senza troppe illusioni.

Mario Scalella

Nato a Napoli, vive a Milano dall’anno del primo scudetto azzurro. Laureato in giurisprudenza, lavora presso l’ufficio legale di un noto gruppo bancario. Ha giocato a calcio, ottenendo migliori risultati nel canottaggio e nella pallanuoto nel cui ambito ha anche maturato esperienza da dirigente sportivo. Ha collaborato con WaterpolOnline ed altre testate sul web che si occupano di sport, di Napoli e di napolitudine.