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Napoli – Palermo 2-0: e sono cinque!

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 20151028_109895_p22 NAPOLI – PALERMO 2 – 0

Azzurri assoluti padroni del campo, anche se manca un po’ la qualità e la spinta di Allan a centrocampo, oggi inizialmente sostituito da Lopez: troppo superiori agli ospiti che vengono schiacciati nella propria area di rigore e appaiono rinunciatari.

Tuttavia il Napoli trova difficoltà a finalizzare: solo nei primi 8 / 9 minuti ho contato almeno 4 palle gol e le occasioni sono fioccate per tutto il primo tempo senza mai tuttavia impensierire seriamente Sorrentino.

Al 38° palo interno colto da Insigne: sembra la classica partita stregata, ma subito dopo Hamsik poggia al Pipita Higuain che vede un varco davanti a sé, avanza e spara l’ennesima bomba questa volta di destro per il suo ottavo gol in campionato: 1-0 strameritato per il Napoli.

La musica prosegue nella ripresa: il Napoli gioca, costruisce ma non riesce a raddoppiare: al 15° altro palo pieno di Higuain.

Entrano Allan per Lopez e Mertens per Insigne.

I rosanero però sembrano più propositivi con Vazquez migliore dei suoi e cominciano a impensierire la retroguardia azzurra: Chiriches non fa rimpiangere Koulibaly e Albiol è in ottima forma.

Al 26° terzo palo a portiere battuto, questa volta con Mertens!

Entra El Kaddouri al posto di Callejon, oggi un po’ in ombra.

Da tifoso sono in piena crisi d’ansia, non perché il Palermo impensierisca davvero ma quando si sbagliano tanti gol, almeno 15 / 16 occasioni in un’ora ed un quarto di gioco, è facile subire la beffa.

Per fortuna ci pensa Dries Mertens a togliere le castagne dal fuoco: il belga si accentra dalla sinistra e cambia il palo piazzando il pallone su quello più lontano per il 2-0.20151028_109895_sp31

Gli Azzurri hanno ancora fame di gol, ma la partita si chiude con soli due gol di scarto.

Oggi è caduta la Lazio a Bergamo, ma soprattutto c’è stata la Caporetto della Juve col Sassuolo.

Avanzano Roma, Inter e Viola. Il Napoli c’è, del tutto legittimamente.

Stadio non esaurito ma tifosi molto caldi e vicini alla squadra, peccato per il tappeto erboso duro, gibboso e spelacchiato: indegno di una squadra che gioca così bene.

Mario Scalella

Nato a Napoli, vive a Milano dall’anno del primo scudetto azzurro. Laureato in giurisprudenza, lavora presso l’ufficio legale di un noto gruppo bancario. Ha giocato a calcio, ottenendo migliori risultati nel canottaggio e nella pallanuoto nel cui ambito ha anche maturato esperienza da dirigente sportivo. Ha collaborato con WaterpolOnline ed altre testate sul web che si occupano di sport, di Napoli e di napolitudine.

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