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Spaghetti cacio, pepe e zucchine

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Spaghetti-cacio-e-pepeIntroduzione

Una variante del piatto precedente consiste nell’aggiunta delle zucchine che vanno mantecate con gli spaghetti, la crema di pecorino e il pepe macinato grossolanamente.

 

 

Ingredienti (per 4 persone)

  • 300 g di spaghetti
  • 2 zucchine medie lunghe tagliate a dadini
  • 200 g di pecorino romano grattugiato
  • pepe macinato grosso quanto basta
  • olio extravergine d’oliva quanto basta
  • sale quanto basta

Esecuzione

Preparate a parte le zucchine (almeno un paio) sciacquandole e tagliandole a tocchetti (quasi dei dadini); mettetele in una padellina con un filo d’olio e fatele soffriggere per un pò con aggiunta di pochissimo sale.
Mentre cuocete gli spaghetti mettete il pecorino romano in una ciotola di vetro e versateci un pochino d’acqua di cottura della pasta. Mescolate bene con una forchetta fino ad ottenere una crema.

Cuocete la pasta in abbondante acqua con poco sale e scolatela piuttosto al dente (circa due minuti prima della fine cottura). Tenete da parte l’acqua di cottura della pasta.

Mettete un filo d’olio in una padella capiente (antiaderente) e scaldatela un pò. Aggiungete gli spaghetti, le zucchine e la crema di pecorino. Fate saltare la pasta in padella aggiungendo acqua di cottura calda e mescolando bene.

Finite la cottura degli spaghetti in padella senza farli asciugare troppo (gli spaghetti devono risultare cremosi) e unite abbondante pepe macinato fresco. Girate bene il tutto e servite velocemente perché gli spaghetti vanno mangiati caldissimi.

Nota

Come vino d’accompagnamento, anche per questo piatto, propongo un Prosecco fermo, non frizzante delle zone di Valdobbiadene (Treviso) oppure dei Colli Coneglianesi (Treviso) serviti a 10° C.

Mimmo Corcione

Non è un cuoco ma è un grande appassionato di cucina. E’ un buongustaio e buon conoscitore delle ricette tipiche regionali. E’ nato a Boscotrecase (Napoli) il 1946 sotto il segno dell’Acquario e per tutta la sua vita si è dedicato alla matematica e l’informatica. Da quanto è andato in pensione, si dedica con passione a raccogliere antiche ricette e a cucinarle (per i sui cari) nella loro versione originale. Si definisce un “viaggiatore del gusto poco distratto” . Da anni sostiene la battaglia contro il “fast food” e ritiene che anche la preparazione di un semplice panino richieda “arte, passione e tempo”. Ama i Beatles e Hitchcock.