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Un Napoli a due facce conquista lo stadio “Grande Torino”: 1-2

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Mosca - SPORT TORINO NAPOLI FOTO MOSCATorino – Napoli 1 – 2

Primo tempo: lezione di calcio degli Azzurri nello stadio intitolato al “Grande Torino”.

Il Napoli entra in campo con i soliti titolarissimi (rientra anche Insigne al posto di Mertens) ed immediatamente impone il proprio gioco su tutto il terreno,  con gli avversari in maglia granata che non pressano, non corrono e a tratti appaiono ipnotizzati dal virtuoso possesso di palla dei ragazzi di Sarri.

Callejon e Insigne conquistano più di una palla, ma è l’intera compagine in maglia azzurra che oggi appare un’orchestra che suona a memoria.

Giusto un paio di palle perse in ripartenza, addomesticate senza problemi dalla linea arretrata azzurra.

Subito un paio di occasioni per Higuain, che però si limita a scaldare i guantoni al portiere Padelli, ma al 12° l’argentino riceve da Hamsik, oggi molto abile a smarcarsi tra le linee difensive avversarie e la mette dentro angolatissima: 0-1 e 33° gol per il centravanti azzurro.

Sei minuti, ancora Hamsik che si smarca e crossa al centro radente trovando Callejon quasi sulla linea di porta pronto a ribatterla dentro per lo 0-2.Mosca - SPORT TORINO NAPOLI FOTO MOSCA

Ancora un palo per Pipita, una girata a volo per Lorenzo Insigne, una punizione per Ghoulam, un fallo in area sul Pipita non sanzionato dall’arbitro D’Amato: pura accademia, con l’unico torto di finalizzare poco rispetto alla mole di occasioni costruite.

L’arbitro fischia al 45° e finisce una partita.

Al rientro dagli spogliatoi ne comincerà un’altra completamente diversa.

Il Toro prova vivacizzare un po’ le manovre, ma lo fa in maniera disorganica e senza convinzione, il Napoli continua a conquistare palle a centrocampo e a costruire azioni, tuttavia Hamsik e soprattutto Insigne si afflosciano: irritante Lorenzo che solo davanti al portiere spara alle stelle.

E così matura la solita figuraccia azzurra, che al 21° regala un gol insperato ed immeritato a Perez che scavalca l’imbambolato Reina con una palombella stile pallanuoto.

Pazzesco! Dopo aver dominato in maniera assoluta gli Azzurri sono costretti a giocare 29 minuti con la paura addosso e ovviamente stessa sorte tocca ai poveri sostenitori azzurri.

Tuttavia la squadra tiene, riesce a mantenere il maggior controllo di palla e pur non creando più vere occasioni da gol porta a termine la partita con i 3 punti fondamentali per accedere alla Champions.

Tuttavia non è finita: il Frosinone è in B ed è troppo inferiore al Napoli, ma non è infrequente che una squadra retrocessa si permetta il lusso di mettere in seria difficoltà una grande: chi scrive teme in particolare il tedesco Kragl che tira forte e bene da fuori.

Inoltre è necessario che il Napoli apprenda una volta e per tutte una lezione fondamentale: non importa giocare bene, importa avere la giusta cattiveria agonistica, cosa che ai giocatori Azzurri manca del tutto e questo non è un buon viatico per aspirare a qualcosa di più grande.

Mario Scalella

Nato a Napoli, vive a Milano dall’anno del primo scudetto azzurro. Laureato in giurisprudenza, lavora presso l’ufficio legale di un noto gruppo bancario. Ha giocato a calcio, ottenendo migliori risultati nel canottaggio e nella pallanuoto nel cui ambito ha anche maturato esperienza da dirigente sportivo. Ha collaborato con WaterpolOnline ed altre testate sul web che si occupano di sport, di Napoli e di napolitudine.