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Un Napoli irriconoscibile cade in Europa League al San Paolo: 1-3 dal Lipsia

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3550983_g3Napoli – Lipsia 1-3

Evidentemente molti sedicenti tifosi azzurri saranno contenti: l’Europa League viene considerata come un inutile intralcio per la squadra Azzurra in vista di obiettivi più premianti.

C’è solo da augurarsi che ciò sia vero, perché altrimenti il Napoli che si è visto al San Paolo dovrebbe preoccupare in quanto non solo è apparso estremamente lontano dalla squadra alla quale siamo abituati, non essendo stato in grado di sviluppare il suo gioco, ma in più si paleserebbe in allarmante calo sotto il profilo della tenuta atletica.

Già nel primo tempo, pur in assenza di Mertens, Insigne, Jorginho ed Allan, si è vista la qualità messa in campo dal Lipsia, formazione che naviga nelle prime posizioni della Bundesliga ma che è lontanissima dalla vetta occupata stabilmente dal Bayern di Monaco e che tuttavia ha spadroneggiato in presenza della capolista della Serie A italiana.

La squadra tedesca ha regolarmente interrotto i fraseggi azzurri e con un centrocampo solido e veloce si è presentata più volte al cospetto di Reina costruendo nel solo primo tempo ben 11 occasioni da gol.

Nella ripresa le cose non cambiano, ma gli Azzurri riescono a sfruttare una ripartenza con ampi spazi lasciati liberi dalla retroguardia ospite: il bel traversone di destro di Ounas si deposita alle spalle del portiere Gulacsi.

Tuttavia già prima del gol gli ospiti erano penetrati pericolosamente in area costringendo Reina  a interventi risolutivi con i piedi e con ogni altra parte del corpo, coadiuvato per il resto dall’imprecisione degli attaccanti avversari.

Quando Sarri si decide a mettere in campo Insigne, Rui ed Allan e cioè tre titolarissimi la partita si capovolge con i gol di Werner al 61°, di Bruma al 74 e ancora di  Werner nei minuti di recupero: mazzata che sin d’ora estromette il Napoli dalla Coppa perché per passare il turno bisognerebbe vincere 3-0 in terra alemanna il che appare francamente fantascienza.

Il Napoli ha cercato blandamente di risalire la china, ma lo ha fatto senza eccessiva convinzione, con Insigne ed Allan che sembravano due ectoplasmi, Rog e Diawara senza idee e con la difesa in bambola.

Deconcentrazione? Freno a mano tirato? Ai posteri l’ardua sentenza.

Intanto si è materializzata una figuraccia in campo europeo dove la squadra di Sarri era ritenuta, evidentemente a torto, come una delle più belle realtà emergenti e pertanto tra le favorite per la vittoria finale.

Giriamo pagina e concentriamoci sulla SPAL con tutto il rispetto che merita.

Mario Scalella

Nato a Napoli, vive a Milano dall’anno del primo scudetto azzurro. Laureato in giurisprudenza, lavora presso l’ufficio legale di un noto gruppo bancario. Ha giocato a calcio, ottenendo migliori risultati nel canottaggio e nella pallanuoto nel cui ambito ha anche maturato esperienza da dirigente sportivo. Ha collaborato con WaterpolOnline ed altre testate sul web che si occupano di sport, di Napoli e di napolitudine.