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Uova in purgatorio

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Uova-in-purgatorioIntroduzione

Le uova in purgatorio sono un piatto semplice, genuino e nutriente che si prepara in poco tempo e rappresenta davvero un secondo completo ed economico.
A Napoli le chiamiamo “ova ‘mpriatorio” perché il bianco delle uova in mezzo al rosso del pomodoro richiama il ricordo di certe immagini sacre presenti nelle cappelle votive, dove le anime avvolte dalle fiamme sono rappresentate da diafane forme bianche.

Ingredienti (per 4 persone)

  • 8 uova
  • 500 g di pomodori pelati
  • 1 spicchio d’aglio
  • olio di oliva
  • sale
  • pepe
  • prezzemolo o basilico o origano (a piacere)

Esecuzione
La preparazione è molto semplice: in una padella larga soffriggete uno spicchio d’aglio nell’olio d’oliva extravergine.

Aggiungete poi i pomodori pelati e fate cuocere la salsa per una decina di minuti a fuoco lento. Aggiungete a questo punto o il prezzemolo tritato o il basilico tagliato con le mani oppure dell’origano (massimo un pizzico).

A questo punto praticate nella salsa dei piccoli incavi che accoglie-ranno le uova. Aprite dentro questi incavi le uova (avendo l’accortezza di non rompere il tuorlo), salatele e pepatele in superficie e fatele cuocere a tegame coperto un’altra decina di minuti a fuoco moderato. Attenzione a non far fuoriuscire le uova dagli incavi, la salsa non deve bollire troppo intensamente.

A termine della cottura il bianco dell’albume deve risultare bello sodo, mentre il tuorlo deve restare morbido. Decorate con basilico o prezzemolo o origano e, chi lo gradisce, può spolverare anche un po’ di formaggio.

Nota
Nel Veneto, dove vivo, così come in altre regioni del centro nord questo piatto è del tutto sconosciuto. Spero con questa mia ricetta di suscitare la voglia di provare a farlo.

La videoricetta

Mimmo Corcione

Non è un cuoco ma è un grande appassionato di cucina. E’ un buongustaio e buon conoscitore delle ricette tipiche regionali. E’ nato a Boscotrecase (Napoli) il 1946 sotto il segno dell’Acquario e per tutta la sua vita si è dedicato alla matematica e l’informatica. Da quanto è andato in pensione, si dedica con passione a raccogliere antiche ricette e a cucinarle (per i sui cari) nella loro versione originale. Si definisce un “viaggiatore del gusto poco distratto” . Da anni sostiene la battaglia contro il “fast food” e ritiene che anche la preparazione di un semplice panino richieda “arte, passione e tempo”. Ama i Beatles e Hitchcock.