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Wolfsburg – Napoli 1-4: la partita

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Wolfsburg2‘I che Napule…

Come si fa a commentare una partita del genere? Il Napoli che noi tifosi abbiamo sempre sognato: attento, cattivo, affamato.

I giocatori che si muovono vicini, aiutandosi a vicenda, guardandosi negli occhi.

Pronti  a raddoppiare su ogni attaccante avversario ma soprattutto a ripartire, a passarla subito al compagno o aprire il gioco sul versante opposto e soprattutto a puntare con determinazione verso la porta difesa da Benaglio.

Contro una squadra seconda solo al Bayern in Bundesliga, già sicura di giocare l’anno prossimo in Champions, una squadra che vince sempre rotondamente.

Oggi quella squadra in maglia verde sembrava una formazione dilettanti, con i ragazzi in maglia jeans che bucavano ogni equilibrio, spezzavano ogni traiettoria, penetravano tra le maglie della difesa e continuavano a puntare verso la porta.

Solo qualche sbavatura individuale ma, nel complesso, partita quasi perfetta.

Il gol alla fine il Napoli l’ha beccato anche oggi: tuttavia un 1-4 è quasi impossibile da rovesciare nella gara di ritorno, salvo che nel fantacalcio.

Andujar sempre attento e autore di due grandi parate: una a fine primo tempo l’altra al 70°, Maggio veloce come quando aveva 20 anni ma con grande saggezza tattica, la coppia di centrali Albiol-Britos che fa un figurone (chi in Europa ha visto il Napoli per la prima volta ne avrà avuto un’impressione forse falsata rispetto a noi che li conosciamo bene…), Ghoulam un po’ sotto degli altri ma che a fine gara ha ancora benzina, Inler e Lopez che reggono con volitività e sicurezza la mediana, Callejon e Mertens impegnati in un lavoro oscuro ma utilissimo, Hamsik e Higuain a livelli stellari, Insigne e Gabbiadini che costruiscono insieme il gol dello 0-4.

I gol: al 15° Pipita stoppa di petto il cross di Mertens e tira di destro, raddoppio di Marek al 23° su azione Maggio-Higuain, ancora il Capitano imbeccato da Callejon al 19° della ripresa, Gabbiadini di testa su cross al bacio di Lorenzo al 31°, Gabbiadini che poi colpisce la traversa.

Peccato per l’unico attimo di pausa che provoca il gol dell’1-4 sull’asse Perisic-Bendtner.

Il Napoli ha bisogno di grandi motivazioni: in serate come queste dimostra di essere una squadra tecnica e soprattutto vincente.

Ora bisogna proseguire così, fino all’ultimo respiro.

Mario Scalella

Nato a Napoli, vive a Milano dall’anno del primo scudetto azzurro. Laureato in giurisprudenza, lavora presso l’ufficio legale di un noto gruppo bancario. Ha giocato a calcio, ottenendo migliori risultati nel canottaggio e nella pallanuoto nel cui ambito ha anche maturato esperienza da dirigente sportivo. Ha collaborato con WaterpolOnline ed altre testate sul web che si occupano di sport, di Napoli e di napolitudine.