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Zeppole di San Giuseppe

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zeppole-s-giuseppeOggi, mentre scrivo questa ricetta, è il 19 marzo ed è la festa del papà. E’ il giorno delle zeppole di San Giuseppe. Dopo la frittura in abbondante olio pulito un tuffo nello zucchero aromatizzato alla cannella.

 

Ingredienti (per 4 persone)

  • 500 g di farina 00
  • 1/2 l d’acqua
  • 150 g di zucchero
  • 1 pizzico di sale
  • 1 pizzico di cannella
  • 1/2 bicchiere di vino bianco passito
  • 250 g1 di miele
  • 1 fialetta di vainiglia

Esecuzione
In una pentola piuttosto alta fate bollire mezzo litro d’acqua e 1/2 bicchiere di vino passito. Quando l’acqua è calda ed emette delle picco-le bollicine, buttate la farina di colpo col pizzico di sale e mescolate finché sia divenuta omogenea. Mettetela su un piano di lavoro (meglio di marmo) che avrete unto d’olio d’oliva extravergine e lavoratela a lungo con le mani finché la pasta non diviene elastica.
Staccatene poi delle palle e col palmo della mano fate dei bastoncini grossi quanto il dito anulare. Con questi bastoncini, ripiegandoli su se stessi ed incrociandoli, fate delle ciambelline oblunghe.
Friggete queste zeppoline (in un pentolino abbastanza alto) in abbondante olio per frittura a fuoco moderato (per non bruciarle) finché non saranno divenute bionde. Friggetene poche per volta e tiratele su una alla volta ponendole su una carta assorbente.
Mettete intanto in un tegame il miele e la metà dello zucchero con un pò d’acqua e fate amalgamare questi ingredienti finché non fanno il filo: a questo punto aggiungete la cannella (ottima quella greca) e vainiglia. Tenendo il fuoco a minimo intingete in questo sciroppo le zeppole e cospargetele con l’altra metà di zucchero.
Ammonticchiate le zeppole in un unico piatto di portata e se fosse avanzato del miele versatelo sulla montagna di zeppole.

Mimmo Corcione

Non è un cuoco ma è un grande appassionato di cucina. E’ un buongustaio e buon conoscitore delle ricette tipiche regionali. E’ nato a Boscotrecase (Napoli) il 1946 sotto il segno dell’Acquario e per tutta la sua vita si è dedicato alla matematica e l’informatica. Da quanto è andato in pensione, si dedica con passione a raccogliere antiche ricette e a cucinarle (per i sui cari) nella loro versione originale. Si definisce un “viaggiatore del gusto poco distratto” . Da anni sostiene la battaglia contro il “fast food” e ritiene che anche la preparazione di un semplice panino richieda “arte, passione e tempo”. Ama i Beatles e Hitchcock.