Mandato: dal 10 luglio 1575 all’8 novembre 1579
Nato nel 1512 da una delle più illustri famiglie castigliane, Íñigo López de Hurtado de Mendoza ereditò dal padre, il marchese di Mondéjar, una posizione di prestigio e un’educazione improntata al senso dell’onore, della disciplina e del servizio alla corona. Già veterano della politica e della guerra quando venne nominato viceré di Napoli nel 1575, era stato ambasciatore e governatore in diverse città della Spagna. Uomo colto e misurato, amico personale del re Filippo II, Mendoza arrivò a Napoli dopo la gestione austera e clericale del cardinale de Granvelle, con la promessa (mai dichiarata, ma attesa) di un governo più aperto ai bisogni civili del Regno.
Ma la realtà si dimostrò più difficile. Napoli, in quegli anni, era attraversata da tensioni economiche crescenti: la pressione fiscale imposta dalla Spagna si faceva sempre più insostenibile, mentre le istituzioni municipali chiedevano maggiore autonomia e rispetto delle tradizioni cittadine. Mendoza, sebbene dotato di tatto e senso politico, faticò a far sentire la sua presenza. Governò con equilibrio, ma senza carisma.
Tuttavia, il suo operato non fu privo di meriti: sostenne le riforme ecclesiastiche promosse dal Concilio di Trento, mantenne la stabilità del Regno in un momento di crescente fermento, e – pur con scarsi mezzi – avviò piccoli interventi amministrativi a vantaggio del funzionamento della giustizia e della sicurezza. Fu un viceré rispettoso e prudente, più che innovativo.
Nel 1579 fu richiamato in patria; non vi furono né scandali né glorie, ma la consapevolezza che il Regno aveva bisogno di una guida più incisiva. Morì a Madrid nel 1580, pochi mesi dopo aver lasciato Napoli.
Giudizio sintetico
👍Uomo di governo esperto e leale; contribuì alla stabilità del Regno in un periodo difficile; evitò conflitti con la nobiltà napoletana, mantenendo l’equilibrio sociale
👎Governo poco incisivo, privo di grandi riforme o opere; assente carisma politico e scarso dialogo con la città; non alleviò il peso fiscale o il disagio popolare
Curiosità
- Una famiglia potente
La famiglia Mendoza fu una delle più potenti della Spagna imperiale, con influenze su corte, esercito e clero - Uomo di cultura
Íñigo fu anche poeta dilettante e collezionista di manoscritti - Nessun ricordo
È uno dei pochi viceré a non aver lasciato opere architettoniche né iscrizioni celebrative in città - Il bastone e la carota
Nel 1568 aveva represso una grave rivolta dei moriscos in Andalusia con fermezza, ma anche clemenza
Fonti
Dizionario Biografico degli Italiani – Treccani
Wikipedia.org
Benedetto Croce, Storia del Regno di Napoli


