Tempo e controtempo

Questa era la città del tempo controtempo […] noi siamo figli di un grande sonno pomeridiano, un immenso sonno storico mentre tutto l’universo attorno a noi si muoveva e vegliava. […] Era la città dove il pigliamoci un caffè durava mezza giornata. […] Era la città del presente eterno: un napoletano non diceva ‘domani andrò al mare’, diceva invece ‘domani vado al mare’. E Napoli, come la sedia rotta e molto rotta e poi smembrata, non esiste più. Il nome è vuoto, come quello di una persona cara che è morta, adagiata sul letto, pronta per essere chiusa in una bara e sepolta

 

Ruggero Cappuccio (1964)
Drammaturgo e regista teatrale

Da “Fuoco su Napoli, cap. 20”

Fonte: https://le-citazioni.it

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