22 – Filippo III il Grande: il Re Pianeta e l’ombra lunga di Madrid

Scheda sintetica

  • Dinastia: Asburgo di Spagna (1516–1647)
  • Anagrafica:  Valladolid, 8 aprile 1605 – Madrid, 17 settembre 1665
  • Titoli: Re di Spagna, sovrano dei Paesi Bassi spagnoli nonché re del Portogallo e di Algarve come Filippo III fino al 1640, Re di Napoli, Re di Sicilia, Re di Sardegna, Duca di Milano, Duca di Borgogna.
  • Durata del Regno: 31 marzo 1621 – 22 ottobre 1647
  • Discendenza:  Filippo II e Margherita d’Asburgo
  • Matrimonio:  Elisabetta di Francia (1 figlia sopravvissuta all’infanzia);  Maria Anna d’Austria
    (1 figlio e 1 figlia sopravvissuti all’infanzia)

L’ascesa di un re globale

Quando nel 1621 morì Filippo III, la corona passò a suo figlio Filippo IV, un giovane di appena sedici anni destinato a regnare su uno degli imperi più vasti della storia. In Spagna era Filippo IV, ma in Portogallo e nel Regno di Napoli era Filippo III. Il suo regno, durato 44 anni, fu segnato da contrasti profondi: da una parte lo splendore artistico e culturale, dall’altra il progressivo declino politico e militare della monarchia asburgica.
Era un sovrano colto e raffinato, ma incline all’indecisione. Si circondò fin da subito di potenti validi, in particolare Gaspar de Guzmán, conte-duca di Olivares, vero dominatore della scena politica per oltre vent’anni; la sua figura, in apparenza maestosa e forte, fu spesso l’eco di decisioni altrui.

Il Regno di Napoli e la gestione indiretta

Sotto il regno di Filippo IV, il Regno di Napoli rimase saldamente nelle mani della Spagna, ma sempre più in balia dell’inefficienza e del malcontento; i viceré nominati da Madrid amministravano in nome del re, spesso con durezza e con un sistema fiscale soffocante. È in questo contesto che esploderà nel 1647 la rivolta di Masaniello, una ribellione popolare che mise a nudo l’incapacità del governo spagnolo di comprendere le esigenze locali.
Il sovrano, come i predecessori,  non mise mai piede nel regno, ma ne riceveva regolari rendite e usava Napoli come base strategica per le guerre in Italia. La presenza spagnola, pur solida, era sempre più vista come estranea e imposta.

Tra arte e disfacimento

Filippo IV fu però un grande mecenate, in particolare del pittore Diego Velázquez, che immortalò la corte spagnola nei suoi capolavori, tra cui Las Meninas e Il trionfo di Bacco; la corte madrilena sotto Filippo fu uno dei centri culturali più influenti d’Europa, con un’esplosione di arte, teatro (Lope de Vega, Calderón de la Barca) e architettura.
Ma mentre le sale reali brillavano, l’impero si logorava. Le guerre – come la Guerra dei Trent’Anni (1618–1648) e il conflitto con la Francia – dissanguarono le casse dello stato. Nel 1640 la rivolta del Portogallo portò alla fine dell’unione personale tra le corone spagnola e portoghese: Filippo perse il trono lusitano a favore dei Braganza, evento che segnò un colpo mortale al progetto imperiale.

Gli ultimi anni e la crisi irreversibile

Gli ultimi vent’anni di regno furono segnati da un lento e inesorabile declino. Il re, sempre più isolato e spiritualmente afflitto, si dedicò alla religione e alla riflessione. Morì il 17 settembre 1665 nel Palazzo Reale di Madrid, lasciando il trono al giovane figlio Carlo II, ultimo Asburgo di Spagna.
Al momento della sua morte, l’impero spagnolo aveva ancora una vastità senza precedenti – oltre 12 milioni di chilometri quadrati – ma era ormai una potenza stanca, il cui splendore copriva a fatica le profonde crepe strutturali.

Giudizio sintetico

Durante il lunghissimo regno di Filippo IV, Napoli visse uno dei periodi più difficili della dominazione spagnola. La sua assenza dal regno fu compensata da un controllo oppressivo dei viceré, culminato nella rivolta di Masaniello nel 1647. Mentre la Spagna combatteva guerre su più fronti, Napoli diventava un simbolo della crisi imperiale e del malcontento popolare. In sintesi: 

👍 Mantenne l’integrità del Regno di Napoli in un contesto internazionale critico; favorì la cultura barocca e mecenatismo religioso anche a Napoli; gestione militare efficace contro minacce esterne (Turchi, pirati)

👎 Regno segnato da carestie, tassazione insostenibile e crisi sociale; rivolta popolare di Masaniello e crisi della Repubblica napoletana del 1647; Viceré impopolari, spesso corrotti e autoritari; assenza totale del sovrano dal territorio

Curiosità

  • Un sovrano universale
    Il soprannome “Re Pianeta” fu coniato per celebrare la sua immagine di sovrano universale, centro del sistema politico mondiale, paragonabile al sole nel cosmo tolemaico.

  • Un pittore a corte
    Velázquez non fu solo pittore, ma anche consigliere reale e responsabile dell’acquisizione di opere d’arte italiane per conto del re.

  • Voglia di Portogallo
    Filippo tentò di riconquistare il Portogallo fino all’ultimo, ma le sue forze erano insufficienti: i Braganza rimasero saldamente al potere.

  • Un re letterato
    Scrisse poesie sotto pseudonimo e frequentò personalmente letterati e poeti: fu un vero intellettuale nel cuore di una monarchia barocca.

Cronologia sintetica

  • 1605: nasce a Valladolid

  • 1621: diventa re di Spagna, Napoli, Sicilia e Portogallo

  • 1621–1640: regna anche come Filippo III del Portogallo

  • 1640: perdita del Portogallo e inizio del declino

  • 1647: rivolta di Masaniello a Napoli

  • 1665: muore a Madrid


Fonti

Treccani.it
Wikipedia.org
Giuseppe Galasso, Il Regno di Napoli. Il Mezzogiorno spagnolo (secoli XVI–XVIII)

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