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Ad litteram: la buona campana si sente da lontano
Avete presente quelle persone che non parlano tanto, ma quando aprono bocca vi lasciano dire: “Ah, però!”? Quelle che non fanno mille storie su quanto sono brave, ma poi – nei fatti – vi accorgete che sanno fare le cose bene, con cura, con stile? Quelle persone autorevoli e non autoritarie? Ecco, quelle sono buone campane, perché una buona campana, si sa, non ha bisogno di suonare forte per farsi notare, le basta suonare bene.
Il suono arriva da solo, pulito, chiaro, elegante; magari non è il più rumoroso, ma è quello che resta nelle orecchie e anche nel cuore.
Oggi siamo circondati da “campane” che fanno un baccano tremendo: tutti a dire quanto sono bravi, forti, unici, speciali… E invece, a volte, la vera differenza la fa chi lavora in silenzio, chi ha il suono buono dentro, e non ha bisogno di gridare per essere ascoltato.
La buona campana è quella che quando la ascoltate – anche da lontano – vi viene da dire: “Ah, quella è roba buona.”; e vi viene voglia di avvicinarvi, di ascoltare meglio, di fidarvi.
Perché sì: la qualità si riconosce, anche a distanza; anzi, forse proprio da lontano si vede meglio chi è davvero autentico.


