Nata a Napoli l’8 settembre 1944, Angelica Ippolito è figlia del geologo Felice Ippolito e della scrittrice Isabella Quarantotti, che sposò in terze nozze il grande Eduardo De Filippo, rendendolo suo patrigno; fin da giovane avverte la passione per il teatro, che la conduce a Roma, all’Accademia Silvio d’Amico, entrando poi, alla fine degli anni Sessanta, nella compagnia di Eduardo De Filippo.
Il suo debutto avviene nel 1975 in opere di Eduardo come O tuono ’e marzo e Uomo e galantuomo, esperienze che le forniscono una solida formazione teatrale. Nel 1977 arriva il riconoscimento più importante: un David di Donatello speciale per Oh, Serafina! di Alberto Lattuada, film che la consacra nel cinema italiano.
La sua carriera spazia tra cinema, teatro e televisione: recita accanto a grandi nomi come Gian Maria Volonté (suo compagno per dieci anni), in pellicole come Il mostro (1977), Io ho paura (1977) e in sceneggiati come Un amore di Dostoevskij (1978). Partecipa anche a produzioni televisive famose, tra cui Il commissario Montalbano nell’episodio La forma dell’acqua (2000).
Nel teatro, la sua presenza rimane intensa: dopo i successi iniziali, collabora nuovamente con Eduardo e, negli anni Duemila, ritorna a tournée importanti insieme a Carlo Cecchi nella rassegna “Campaniliana”, riflettendo sulla natura dell’umorismo tragico-napoletano.
Oltre alla qualità artistica, si distingue per il carattere forte: figura testimoniale di un teatro vivente, capace di unire classicità e modernità. Nel 2021 ha ricevuto la cittadinanza onoraria di Velletri, dove visse con Volonté, partecipando a iniziative culturali congiunte.
Oggi, a quasi ottant’anni, Angelica Ippolito resta un valore autentico della scena italiana: l’erede “acquisita” di Eduardo De Filippo, il volto del cinema d’autore e l’anima del teatro d’autore, con una carriera che racconta un’Italia colta ma popolare, attenta alla sostanza e alla profondità del sentire.
Fonti
Wikipedia.org – Angelica Ippolito
notiziecinema.it
Movieplayer.it – biografia e carriera
controluce.it


