Nascita: ca. 273, Treviri (Germania)
Morte: 5 agosto 303, Ascoli Piceno
Protettore di: terremoti, catastrofi naturali, città di Ascoli Piceno e Napoli
Proclamazione come compatrono di Napoli: 1760
Si festeggia il: 5 agosto
Racconto della vita
Nato a Treviri in una nobile famiglia pagana, Emidio rimase affascinato dal messaggio evangelico durante gli studi, abbracciando segretamente il cristianesimo e ricevendo il battesimo. La sua ardente conversione lo portò a rinunciare alle ricchezze di famiglia per recarsi a Roma, dove la sua profonda sapienza e la sua fede lo condussero fino all’ordinazione episcopale per mano di papa Marcello I.
Inviato come vescovo a Picenum (l’attuale Ascoli Piceno), Emidio si distinse per una prodigiosa attività di evangelizzazione, convertendo migliaia di pagani grazie a un’incessante carità e a numerosi eventi miracolosi. La leggenda narra che al suo passaggio i templi pagani crollassero e gli idoli si frantumassero, metafora della forza travolgente del suo messaggio.
Durante la feroce persecuzione sguinzagliata dall’imperatore Diocleziano, il prefetto locale Polimio gli impose di sacrificare agli dei romani sotto minaccia di morte. Al fermo e incrollabile rifiuto del santo vescovo, il tiranno ne ordinò l’immediata decapitazione, avvenuta il 5 agosto del 303. La tradizione riporta che, appena decapitato, Emidio raccolse tra le mani la propria testa e camminò fino all’oratorio da lui costruito per esservi sepolto.
Perché è patrono di Napoli?
Napoli è da sempre una città bellissima quanto fragile, periodicamente minacciata dall’attività sismica dell’Appennino e dalla presenza del Vesuvio. La fama di Sant’Emidio come protettore assoluto contro i terremoti nacque nel 1703, quando un devastante sisma sconvolse il Centro Italia radendo al suolo intere città, mentre Ascoli Piceno — posta sotto la sua diretta tutela — rimase miracolosamente illesa.
La notizia del prodigio si diffuse rapidamente in tutto il Regno di Napoli. Dopo le spaventose scosse di terremoto che tremarono la capitale partenopea negli anni successivi, la cittadinanza e il governo municipale ricorsero con grande fervore all’intercessione del santo vescovo e martire, chiedendone solennemente l’inclusione tra i compatroni della città, ufficializzata nel 1760.
La festa a Napoli
Il 5 agosto la Chiesa napoletana celebra la memoria di Sant’Emidio. La devozione si rinnova in diverse parrocchie della città e nel Duomo di Napoli, dove i fedeli invocano la sua costante protezione celestiale contro le calamità naturali, i terremoti e le eruzioni, affidandogli la salvaguardia delle proprie case e delle famiglie.


