Emmerik Ruggero Acton: l’ammiraglio che traghettò la marina da Napoli all’Italia

Nato a Napoli il 16 agosto 1834, Emmerik Ruggero Acton apparteneva a una delle famiglie più influenti nella storia navale del Sud Italia; suo padre Carlo era brigadiere generale della marina borbonica; suo prozio John Acton aveva riformato l’arsenale partenopeo nel 1779; i suoi fratelli Ferdinando e Guglielmo divennero ministri della Marina nel neonato Regno d’Italia.
Persino la sorella Laura contribuì alla vita pubblica italiana con un celebre salotto culturale, sposando Marco Minghetti, futuro Presidente del Consiglio.
Detto ciò, Emmerik non poteva che scegliere il mare.

Dal Regno delle Due Sicilie all’Italia unita

Entrato giovanissimo nella Marina borbonica nel 1851, Acton salì rapidamente i ranghi fino a diventare tenente di vascello nel 1859, ma i suoi ideali risorgimentali lo posero in contrasto con il regime: fu destituito per aver manifestato simpatie unitarie.
Quando, nel 1860, l’esercito garibaldino e la flotta sarda si prepararono all’assalto di Gaeta, Acton passò alla Marina sabauda, imbarcandosi sulla pirofregata Garibaldi, ex nave borbonica simbolicamente ribattezzata.

Lissa e Palermo: il valore al servizio della bandiera

Nel luglio 1866 partecipò alla battaglia di Lissa, il primo grande scontro navale tra flotte corazzate. Ferito alla testa, Acton si guadagnò la stima dei suoi superiori per coraggio e determinazione. Qualche mese più tardi, a Palermo, guidò le truppe da sbarco nella repressione dei moti del settembre 1866.
L’azione, controversa per il contesto politico, gli valse però la Medaglia d’oro al valor militare per meriti operativi.

Tra vascelli, arsenali e promozioni

Nel 1875 fu nominato capitano di vascello e affidato al comando della corazzata Palestro, poi dell’Enrico Dandolo, una delle navi più avanzate del tempo. Nel 1885, promosso contrammiraglio, diresse l’Arsenale di Venezia, poi quello di Napoli, mostrando competenza sia tecnica che organizzativa; nel 1891 fu nominato viceammiraglio, il grado più alto raggiunto in carriera.

L’eredità e l’orgoglio di una vita in mare

Acton si spense nella sua Napoli il 10 luglio 1901, a 67 anni; fu tra coloro che incarnarono con onore il passaggio tra due marine, quella borbonica e quella nazionale, senza rinnegare il passato ma interpretando con lucidità le nuove sfide dell’Italia unita.
Decorato anche con la Medaglia di bronzo al valor civile (1884) e due titoli dell’Ordine Militare di Savoia, è ricordato come un ufficiale leale, coraggioso e pragmatico.

Fonti

  • Archivio storico della Marina Militare

  • Enciclopedia Militare Italiana, Roma, 1932

  • wikipedia.org (contenuti e immagine)

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