Il film, girato tra Spaccanapoli, Piazza del Mercato, il Vomero e lo stesso Stadio Collana, restituisce la drammaticità e il coraggio di quei giorni del settembre 1943, quando Napoli insorse contro l’occupazione tedesca. A differenza di altre pellicole belliche, Loy scelse una narrazione corale, senza eroi assoluti: i protagonisti sono i cittadini stessi, uomini e donne, ragazzi e anziani.

Nel cast figurano volti noti e amatissimi del cinema italiano: Gian Maria Volonté interpreta un professore antifascista; Lea Massari dà voce alla dignità delle donne napoletane; Jean Sorel impersona un giovane che sceglie la ribellione; Luigi De Filippo porta con sé l’ironia amara della tradizione partenopea.
Accanto a loro, centinaia di comparse napoletane contribuirono a dare autenticità alla pellicola.
Una delle scene più intense è quella della liberazione degli ostaggi allo Stadio Collana: uomini, donne e bambini chiusi dietro i cancelli, liberati dalla furia popolare che costrinse i tedeschi ad abbandonare il quartiere.
Altre sequenze memorabili mostrano le barricate improvvisate nei vicoli, i tram rovesciati per sbarrare le strade, il sacrificio dei ragazzi che, con le sole bombe a mano, affrontavano i carri armati.
Il film si arricchisce di piccoli dettagli e curiosità: molte scene furono girate nei luoghi reali degli scontri; Nanni Loy chiese a storici e superstiti di raccontare la propria esperienza per dare maggiore veridicità; e non mancano apparizioni quasi documentaristiche, con inquadrature che ricordano i cinegiornali dell’epoca.
Le quattro giornate di Napoli ricevette un grande riconoscimento internazionale: fu candidato all’Oscar come miglior film straniero e al Globo d’Oro, consacrando l’opera come una delle più importanti testimonianze cinematografiche sulla Resistenza.
Ancora oggi resta un film che commuove e scuote, capace di ricordarci che Napoli si liberò da sola, con la forza del suo popolo.
Non è soltanto cinema, ma memoria viva. Ogni volta che la pellicola scorre, rivive lo spirito di quei giorni: l’orgoglio di una città che, con coraggio e dolore, seppe scrivere una delle pagine più luminose della sua storia.


