L’onomastico a Napoli: una festa più importante del compleanno!
L’onomastico, una parola che arriva dritta dritta dal greco ὀνομαστικός (onomastikós, “atto a denominare”), è una tradizione ancora molto viva in Italia, specialmente a Napoli. Per lo più legato alla cultura cristiana, l’onomastico celebra chi porta il nome di un Santo secondo il calendario liturgico, imposto nel momento del battesimo (oltre che, in precedenza, all’Anagrafe…). E chi un nome di Santo non ce l’ha? Nessun problema! Gli “adespoti” (cioè quelli senza un santo patrono) festeggiano il 1° novembre, durante la festa di Tutti i Santi.
Il nome? Decidono i nonni!
A Napoli, scegliere il nome di un bambino non è affatto una questione privata tra mamma e papà. Eh no! C’è una regola non scritta, ma ben scolpita nella tradizione: il primogenito deve portare il nome del nonno paterno e la primogenita quello della nonna materna. Una “legge” che, ovviamente, scatena discussioni animate tra i genitori, che non di rado finiscono pe s’appiccecà (alias litigare) su chi debba avere l’onore del nome tramandato.
L’onomastico a Napoli: un vero evento sociale
Se altrove l’onomastico è una ricorrenza secondaria, a Napoli è quasi più sentito del compleanno! Il motivo? Beh, il compleanno ricorda che gli anni passano (e questa non è sempre una bella cosa), mentre l’onomastico (che in lingua si chiama semplicemente è ‘o nomme ‘e… seguito dal nome del festeggiato) è solo una festa, senza pensieri, nella quale, magari, concedersi un momento di relax con le persone a cui si vuole bene!
Vivo da tempo al Nord e ogni anno, il 24 giugno (San Giovanni Battista, il mio onomastico), ricevo una valanga di telefonate. Ma c’è un dettaglio curioso: chiamano quasi esclusivamente amici e parenti del Sud! Quando me lo fanno notare, scherzando rispondo sempre ai nordici: “Siete un popolo di senza Dio!“.
Napoli e la memoria dei Santi
A Napoli le date dei Santi si ricordano a memoria, anche perché un tempo servivano come punti di riferimento per la vita contadina. Semine e raccolti erano scanditi dal calendario liturgico. Qualche esempio? Nessun napoletano si scorda mai che il 19 marzo è San Giuseppe (e si mangiano le zeppole!) o che il 17 gennaio, giorno di Sant’Antonio Abate, si benedicono gli animali e si fa ‘o cippo, ossia un falò nel quale si brucia la roba vecchia (Sant’Antuono, tecchete ‘o vviecchio e damme ‘o nnuovo, celebra infatti un antico detto).
I nomi più diffusi a Napoli e provincia
Se guardiamo ai nomi più gettonati a Napoli, il podio è occupato da Antonio, Maria e Giuseppe. Seguono poi nell’ordine: Vincenzo, Anna, Francesco, Salvatore, Luigi, Giovanni, Pasquale. Raffaele, Gennaro (che recupera posizioni in città, visto che in provincia non è molto usato), Ciro, Mario, Domenico, Carmela, Michele, Rosa, Carmine e Giuseppina.
Sembra tuttavia strano che non figurino in classifica Maria Rosaria (per la devozione alla Vergine del Rosario di Pompei, Patrizia (nome comune negli anni ’60/70) e, perché no, Mariarca, in devozione della Madonna dell’Arco)
Gli onomastici più sentiti a Napoli
Alcuni onomastici sono veri e propri eventi cittadini, con celebrazioni, feste e devozione. Tra i più importanti, in ordine di data:
- Sant’Antonio Abate – 17 gennaio
- San Ciro – 31 gennaio
- San Giuseppe – 19 marzo
- San Vincenzo Ferreri – (‘o Munacone) – 5 aprile
- Sant’Antonio di Padova – 13 giugno
- San Giovanni Battista – 24 giugno
- Sant’Anna – 26 luglio
- San Gennaro – 19 settembre
- Santa Lucia – 13 dicembre
e la lista potrebbe continuare all’infinito!
Se avete quindi un amico napoletano fareste bene ad annotare nella vostra agenda la data del suo onomastico, per non rischiare una brutta figura!
Fonti
Grandenapoli.it
Napolitoday.it
Treccani.it


