Nel cuore dell’Arenella si apre Piazza delle Medaglie d’Oro, un luogo che custodisce in sé la memoria degli eroi caduti e il respiro dell’arte; la piazza, un tempo chiamata Piazza Simone Martini, nasce da un progetto urbanistico ideato nel 1885 da Adolfo Giambarba, lo stesso che aveva curato i piani per il Risanamento di Napoli.
Ispirato alle geometrie tipiche dell’architettura francese del Barone Haussmann, immaginò una piazza ottagonale da cui si dipartono otto strade a raggiera; il disegno prese forma solo a partire dal 1927, quando la periferia agricola dell’Arenella cominciò a trasformarsi in quartiere residenziale, e fu completato nel 1930.
La piazza prese il nome attuale per onorare i militari napoletani insigniti della Medaglia d’Oro al Valor Militare, figure di sacrificio ed eroismo che la storia volle rendere eterni non solo nei libri, ma anche nel tessuto urbano.
Ogni strada che si dirama dalla piazza porta il nome di un eroe, caduto in guerra o in missione, che la città volle ricordare.
- Via Ugo Niutta, che porta a piazza Muzii, dedicata all’aviatore che perse la vita nel 1916; il suo nome fu dato anche all’aeroporto di Capodichino.
- Via Giuseppe Orsi, tenente caduto durante la guerra italo-turca, insignito alla memoria per la sua resistenza disperata a Sciara Zauia.
- Via Guido Menzinger, militare che combatté in Cina, in Libia e nella Grande Guerra, caduto sul Monte Costesin.
- Via Raffaele Libroia, capitano della Prima Guerra Mondiale, morto a Vittorio Veneto dopo aver guidato un’eroica carica.
- Via Mario Fiore, maggiore caduto nel 1918 durante la Battaglia del Solstizio, simbolo di coraggio e sacrificio.
Accanto a questi, altre strade della zona del Vomero ricordano Raffaele Tarantini, Francesco Azzi, Teodoro Capocci, Raffaele Stasi e Domenico De Dominicis, tutti accomunati dal filo rosso del valore militare e della dedizione estrema.
Ma l’ottagono di Piazza Medaglie d’Oro non parla solo di guerra: alcune strade sono dedicate a grandi maestri dell’arte:
- Via Nicola Antonio Porpora, celebre compositore napoletano del Settecento, maestro di canto di Farinelli e autore di opere che riecheggiarono in tutta Europa.
- Via Giotto, il genio toscano che portò la pittura verso la prospettiva e l’umanizzazione delle figure, precursore del Rinascimento.
- Via Tino da Camaino, scultore gotico che a Napoli lasciò monumenti funebri di rara bellezza, tra cui quello di Maria d’Ungheria in Santa Maria Donnaregina.
Così, accanto ai nomi di chi sacrificò la vita per la patria, si stagliano quelli di chi consacrò la propria esistenza all’arte e alla bellezza, in un dialogo silenzioso che arricchisce la piazza di significati.
Nel 1977, proprio qui, alla presenza del sindaco Maurizio Valenzi, fu posta la prima pietra della Linea 1 della Metropolitana; la stazione, inaugurata nel 1993, ha reso la piazza un crocevia vitale della città moderna.
Al centro, i giardinetti sono oggi intitolati a Silvia Ruotolo, vittima innocente della camorra, caduta l’11 giugno 1997 sotto casa, in un episodio che scosse profondamente la coscienza civile di Napoli.
Piazza delle Medaglie d’Oro non è solo un nodo urbanistico, ma un luogo in cui la città ha voluto intrecciare memoria e bellezza; ogni strada racconta una storia: quella di un giovane caduto in battaglia, o quella di un artista che ha dato luce eterna al suo tempo; in questo ottagono di pietra e verde si riflette dunque la duplice anima di Napoli: la città che piange e onora i suoi eroi, e quella che non smette mai di celebrare l’arte e la vita.


