Maria Rosaria Pariso, conosciuta al pubblico come Maria Paris, nacque a Napoli il 6 agosto 1932; la sua carriera musicale iniziò giovanissima: aveva appena 13 anni quando nel 1945 debuttò nella compagnia musicale “Biancaneve”. Nello stesso anno, il suo talento la portò a esibirsi nella rivista di Armando Gill, diretta da E. A. Mario, due figure centrali della cultura napoletana del tempo: fu il primo passo di una lunga e appassionata carriera, tutta votata all’espressione della canzone napoletana.
Dal teatro alla radio: gli anni della consacrazione
Staccatasi dalla compagnia Biancaneve nel 1947, Maria Paris entrò nel cast della compagnia teatrale di Riccardo Billi ed Elena Quirici, recitando nella rivista “Punto e a capo”. In quello stesso anno calcò il palco insieme ai fratelli Di Napoli con “Ora comincia la sventura”, e due anni dopo, nel 1949, fu tra i protagonisti di “Se son rose canteranno”, sotto la direzione di Pasquale Pinto. Negli anni Cinquanta, la sua voce raggiunse le case degli italiani grazie alla radio, dove si esibì con l’Orchestra Anepeta; la critica la premiò con la Maschera d’Argento come miglior interprete femminile del 1953: un riconoscimento che confermava quanto già era evidente al pubblico.
Regina del Festival di Napoli
Maria Paris partecipò a ben dodici edizioni del Festival della Canzone Napoletana, risultando vincitrice in due occasioni: nel 1955, con “‘E stelle ‘e Napule”, condivise il primo posto con Gino Latilla e Carla Boni. Otto anni dopo, nel 1963, fu la volta di “Jammo jà”, eseguita in coppia con Claudio Villa.
In tutte le edizioni a cui prese parte – dal 1954 al 1968 – Maria portò in gara brani memorabili come “Tuppe-tuppe, Mariscià” (1958, secondo posto), “Pulecenella ‘o core e Napule” (1967, terzo posto) e “Bandiera bianca” (1968, secondo posto). La sua voce divenne un punto di riferimento della manifestazione, contribuendo a scrivere la storia di un’intera stagione musicale partenopea.
Tra festival, televisione e successi discografici
Oltre al Festival di Napoli, Maria Paris prese parte a numerosi concorsi e rassegne musicali: il Festival della Canzone Italiana a Parigi, il Festival Salernitano della Canzone, quello della Canzone città di Roma (terzo posto con “Teatrino di provincia“), il Festival napoletano di New York, il Festival Due Voci e una Canzone di Montecatini (terzo posto con “Tricche trì tricche trà“), fino ai programmi di punta della RAI come Canzonissima, dove portò in scena brani come “Viene viene ammore” e “‘A frangesa”.
Partecipò inoltre al Giugno della Canzone Napoletana e ai tradizionali concorsi della Piedigrotta, momenti centrali della cultura musicale napoletana.
Una voce che incantava anche sullo schermo
Maria Paris portò la sua arte anche al cinema: apparve in tre pellicole simbolo del genere musicale partenopeo: “Tarantella napoletana” (1954) di Camillo Mastrocinque, “Te sto aspettanno” (1956) di Armando Fizzarotti e “Tuppe-tuppe, Marescià!” (1958) di Carlo Ludovico
Bragaglia. A teatro, fu protagonista di celebri riviste musicali firmate da Armando Curcio, come “Carosello napoletano” e “Tarantella napoletana“, che portarono la canzone partenopea a un nuovo livello di popolarità scenica.
L’addio alle scene
Dopo l’edizione del Festival di Napoli del 1968, all’apice della sua carriera, Maria Paris annunciò il suo ritiro dalle scene: una scelta sofferta, dettata da motivi familiari, che però non cancellò il segno profondo lasciato nella musica italiana.
Si spense a Napoli il 3 maggio 2018, all’età di 85 anni, lasciando un’eredità artistica ricchissima e ancora poco celebrata.
Un’eredità viva
Maria Paris non è stata soltanto una cantante: è stata un simbolo di una Napoli elegante e popolare, teatrale e sentimentale, ironica e profonda.
La sua voce, nitida e appassionata, ha interpretato come poche altre l’anima della canzone napoletana del secondo Novecento, un patrimonio che ancora oggi merita di essere riscoperto.
Fonti
Wikipedia.org
Archivio storico Festival della Canzone Napoletana


