L’ultima stagione di Napoli capitale
Napoli, 1860. Le voci del porto, i mercati affollati, le ombre della reggia di Capodimonte: tutto racconta un mondo che sta per finire: dopo secoli di dinastie, invasioni, rivoluzioni e viceré, il Regno delle Due Sicilie si trova dinanzi al suo ultimo atto. I Borbone, un tempo padroni assoluti del Sud, vengono travolti dalla marea risorgimentale., ma ad emergere non è solo un nuovo re, ma una nuova identità nazionale, ancora incerta, spesso imposta.
Il colpo di scena garibaldino
Nel maggio 1860, Garibaldi sbarca a Marsala con i suoi Mille: è l’inizio di una marcia trionfale che cambierà il volto del Sud. Tra entusiasmi popolari e connivenze locali, le truppe borboniche si sfaldano rapidamente.
Francesco II, l’ultimo re delle Due Sicilie, tenta una disperata difesa nella fortezza di Gaeta, ma il 13 febbraio 1861 è costretto ad arrendersi. Il Regno è ufficialmente sconfitto. Garibaldi, da conquistatore, cede il territorio a Vittorio Emanuele II, re del Piemonte, che poco dopo sarà proclamato re d’Italia. Così, senza trattati, né referendum equi, Napoli passa sotto la bandiera sabauda.
Il difficile passaggio alla modernità
L’arrivo dei Savoia a Napoli non fu accolto da tutti come una liberazione; molti videro nei nuovi padroni più un esercito d’occupazione che una vera unificazione. Le finanze del Regno furono accentrate a Torino, le industrie smantellate o lasciate morire, e le istituzioni borboniche cancellate. Nacque così un disagio profondo, che sfociò nel fenomeno del brigantaggio, una vera guerra civile combattuta tra il 1861 e il 1870.
I Savoia imposero un nuovo ordine amministrativo e giudiziario, e Napoli perse il suo ruolo di capitale. La città, che era stata tra le più grandi e dinamiche d’Europa, entrò in una fase di declino politico e culturale.
Napoli nel nuovo Regno d’Italia
Sotto i Savoia, Napoli fu inglobata nel neonato Stato unitario con le stesse regole imposte alle altre regioni; tuttavia, il divario tra Nord e Sud si fece subito evidente: la questione meridionale, ancora oggi irrisolta, affonda le radici in questo momento storico. Il popolo napoletano vide smantellati i simboli della propria sovranità: le bandiere borboniche furono rimosse, i monumenti modificati, le scuole riformate secondo il modello piemontese.
La città conservava il suo fascino, ma aveva perso il suo potere.
Cronologia sintetica
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Maggio 1860: Garibaldi sbarca a Marsala
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Settembre 1860: Francesco II si ritira a Gaeta
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13 febbraio 1861: Caduta di Gaeta – fine del Regno delle Due Sicilie
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17 marzo 1861: Proclamazione del Regno d’Italia
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1861–1870: Brigantaggio postunitario e repressione militare nel Sud
Fonti
Treccani.it
Wikipedia.org
Croce, B. Storia del Regno di Napoli
Galasso, G. Il Mezzogiorno nella storia d’Italia


