Riccardo Realfonzo, l’economista napoletano tra accademia e impegno civile

Nato a Napoli il 29 luglio 1964, Riccardo Realfonzo è uno di quei nomi che nel mondo dell’economia italiana evocano serietà, rigore e, soprattutto, indipendenza di pensiero; ma la sua è anche una storia che attraversa le trasformazioni del Mezzogiorno, l’evoluzione del pensiero economico italiano e il difficile rapporto tra teoria economica e amministrazione pubblica.
Dopo la laurea in Scienze Economiche e Bancarie presso l’Università di Siena, Realfonzo ha intrapreso una solida carriera accademica culminata con la cattedra di Economia politica all’Università degli Studi del Sannio.
È stato visiting scholar in diverse università europee, tra cui Cambridge e Grenoble, e si è distinto per i suoi contributi sulla moneta e sulle politiche di bilancio, sempre ispirati a una visione post-keynesiana.

Una voce fuori dal coro

Intellettuale non allineato, Realfonzo ha sempre difeso l’idea di un’economia al servizio della giustizia sociale, ponendo in discussione le ricette neoliberiste dominanti dagli anni Novanta in poi. I suoi articoli, saggi e interventi pubblici spesso richiamano all’urgenza di una maggiore coesione territoriale e di politiche pubbliche capaci di ridurre le diseguaglianze, soprattutto nel Sud.
È fondatore e direttore della rivista online economiaepolitica.it, uno spazio di dibattito aperto a studiosi e cittadini, dove l’economia torna a essere, come voleva Einaudi, una scienza civile.

Napoli e la prova della politica

Il rapporto con Napoli non è stato solo biografico: tra il 2008 e il 2011, Realfonzo ha assunto il ruolo di Assessore al Bilancio del Comune di Napoli scegliendo di non scendere a compromessi, tagliando le spese inutili e proponendo riforme radicali — tra cui la creazione di una tesoreria unica per il Comune e un piano di rientro fondato sulla trasparenza; nonostante l’opposizione politica e sindacale, ottenne la certificazione della Corte dei Conti sul suo operato.
Alla fine si dimise, rifiutando di coprire una gestione che non condivideva più, una scelta rara, in un contesto dove troppo spesso si resiste per potere o carriera.
Nel dicembre 2010 ha pubblicato il libro Robin Hood a Palazzo San Giacomo (Pironti Editore), nel quale denunciava il sistema clientelare che aveva dominato Napoli negli anni dell’emergenza rifiuti.

Cometa e la visione previdenziale

Dal 2013 Realfonzo è Presidente del fondo pensione Cometa, il principale fondo dei metalmeccanici italiani. Anche in questa veste ha portato avanti una gestione improntata alla trasparenza e alla tutela degli iscritti, favorendo una visione previdenziale più solida e informata.
Nel suo lavoro, il Mezzogiorno continua a essere al centro; convinto che non ci sia crescita economica senza crescita della partecipazione e della cultura civile, Realfonzo coniuga il pensiero economico con un impegno diretto nella formazione dei cittadini e nella difesa dei beni comuni.

L’economista che non rinuncia a Napoli

Il legame con Napoli resta forte, anche nei momenti di maggiore esposizione pubblica, rifiutando l’idea che la città debba accettare un destino di marginalità, e ha più volte criticato il disimpegno dello Stato rispetto al Sud.
La sua voce, misurata ma ferma, è diventata negli anni un riferimento per chi crede che il risanamento economico non possa prescindere da un riscatto etico e sociale.


Fonti:

  • Università degli Studi del Sannio – profilo docente

  • Intervista a Riccardo Realfonzo su “Il Sole 24 Ore”, luglio 2021

  • “Bilanci e politica: diario di un assessore”, R. Realfonzo, 2012

  • economiaepolitica.it – sito ufficiale

  • wikipedia.org
Comments
All comments.
Comments
error: Questo contenuto è protetto da Copyright!