Santa Chiara d’Assisi

Nascita: 16 luglio 1194, Assisi
Morte: 11 agosto 1253, Assisi
Protettore di: clarisse, ricamatrici, lavandaie, ottici, televisione e telecomunicazioni
Proclamazione come compatrona di Napoli: 30 luglio 1669
Si festeggia il: 11 agosto


Racconto della vita

Nata ad Assisi dalla nobile e ricca famiglia dei Fiumi di Offreduccio, Chiara mostrò fin da giovanissima una spiccata avversione per lo sfarzo aristocrate e una profonda inclinazione alla preghiera e alla carità verso i poveri. La svolta della sua vita avvenne nella notte della Domenica delle Palme del 1211: affascinata dalla radicale scelta evangelica di San Francesco d’Assisi, fuggì di nascosto dalla casa paterna per raggiungerlo alla Porziuncola. Lì, Francesco le tagliò i capelli e le impose il grezzo abito penitenziale, consacrandola a Cristo.
Rifiutando i violenti tentativi dei parenti di riportarla a casa, Chiara si stabilì presso la piccola chiesa di San Damiano, dove venne presto raggiunta dalla sorella Agnese e da altre compagne, dando vita al secondo ordine francescano noto come le “Povere Dame” (poi Clarisse). Per quarant’anni guidò la comunità in una rigorosa e gioiosa fraternità, fondata sull’assoluta povertà e sul rifiuto di qualsiasi possedimento terrestre, ottenendo da papa Gregorio IX il celebre “Privilegio della Povertà”.
La sua vita fu costellata di miracoli ed episodi prodigiosi: celebre rimase la cacciata dei truppe mercenarie saracene che assediavano San Damiano, messe in fuga quando Chiara mostrò loro il Santissimo Sacramento esposto in un ostensorio d’avorio. Gravemente malata per lunghi anni, continuò a ricamare corporali per le chiese e a guidare le consorelle. Morì l’11 agosto 1253, poco dopo aver ricevuto l’approvazione solenne della Regola da lei scritta, prima donna nella storia della Chiesa a comporre una regola per un ordine femminile.

Perché è patrona di Napoli

Il legame indissolubile tra Santa Chiara e la città di Napoli risale al XIV secolo, quando la regina Sancia di Maiorca e il re Roberto d’Angiò vollero edificare la maestosa Basilica di Santa Chiara con l’annesso complesso monastico, diventato ben presto uno dei centri propulsori della spiritualità e dell’arte partenopea. La presenza secolare delle Clarisse di clausura e la devozione del popolo napoletano verso la “piantina di San Francesco” portarono le autorità civili ed ecclesiastiche, il 30 luglio 1669, a proclamarla solennemente tra i gloriosi compatroni della capitale partenopea.

La festa a Napoli

L’11 agosto la città di Napoli celebra con commossa devozione la memoria di Santa Chiara. Il cuore della festa è il Complesso Monumentale di Santa Chiara nel centro antico della città, dove si tengono solenni celebrazioni eucaristiche alla presenza delle autorità cittadine e del clero. La giornata offre a fedeli e visitatori l’occasione di riscoprire la profonda eredità spirituale della santa tra le navate angioine e il celebre chiostro maiolicato.

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