Vittorio Caprioli, l’intelligenza ironica del teatro italiano

Vittorio Caprioli nasce a Napoli il 15 agosto 1921, una data simbolica nella quale la città celebra la Madonna dell’Assunta: lui celebrerà, per tutta la vita, l’arte dell’intelligenza scenica.
Diplomato all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica di Roma, esordisce nel 1942 nella compagnia Carli-Racca; ma è con Giorgio Strehler, al Piccolo Teatro di Milano, che entra nel cuore del teatro moderno italiano partecipando, tra l’altro, a La tempesta di Shakespeare .

Il Teatro dei Gobbi: satira, ritmo e libertà

Nel 1950 fonda, con Alberto Bonucci e Franca Valeri (che sposerà dieci anni dopo), il leggendario Teatro dei Gobbi: una rivoluzione silenziosa fatta di spettacoli senza copione fisso, satira mordace e sguardo laterale sull’Italia del boom economico. I loro sketch sono taglienti, eleganti, amari, Caprioli è l’intellettuale che non rinuncia al sorriso, ma usa la leggerezza come strumento critico.

Cinema d’autore e commedia italiana

Caprioli porta al cinema la sua versatilità: attore, sceneggiatore, regista. Dirige tre film fondamentali: Leoni al sole (1961), struggente ritratto della gioventù meridionale in stallo; Parigi o cara (1962), con una Franca Valeri perfetta; Splendori e miserie di Madame Royale (1970), tra i primi film italiani a trattare con complessità il tema dell’identità di genere.
Come attore, lavora con Fellini, Monicelli, Scola, Tinto Brass, portando sempre con sé il suo stile ironico ma profondo, popolare ma sofisticato.

Radio, varietà e la tv mai amata

Presente sin dagli anni ’40 in radio e nei primi varietà RAI, Caprioli preferì sempre il palco alla TV: “Soffro l’assenza del pubblico, che considero parte dello spettacolo”, eppure scrisse e interpretò Una serata con Vittorio Caprioli (1972) e rubriche satiriche come L’intercettatore (1980).
Rilevanti anche le sue performance in Le interviste impossibili (1975) per la radio, dove interpretava Ippocrate e Plinio il Vecchio con ironia e profondità.

L’ultima replica

Negli anni ’80 tornò alla prosa, interpretando classici come I ragazzi irresistibili di Neil Simon o La bottega del caffè di Goldoni. Era pronto a debuttare in Napoli milionaria! dopo la morte di Eduardo De Filippo, quando un infarto lo colse improvvisamente, il 2 ottobre 1989, in un hotel sul lungomare di Napoli. Aveva 68 anni.

Fonti

Treccani.it
wikipedia.org (contenuti e immagine)

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