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In che anno venne istituito a Napoli il primo Cimitero italiano per poveri (il cosiddetto “Cimitero delle 366 fosse”)?

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366_cimiteroNel 1763.

Il cimitero, che sorge ai piedi della collina di Poggioreale, fu commissionato nel 1762 da Ferdinando IV di Borbone all’architetto Ferdinando Fuga.

Il sovrano, molto attento alle esigenze dei più poveri, pensò di dedicare un’area specifica per la sepoltura dei meno fortunati: infatti, all’epoca, i morti venivano sotterrati in cavità sottorranee, grotte o caverne.

Ve ne era una in particolare, sotto l’ospedale degli Incurabili che fu sfruttata durante l’epidemia di peste del 1656 insieme alla caverna sottostante la vicina chiesa di Santa Maria del Pianto.

Non molto distante dal Cimitero, l’archietetto Fuga aveva progettato e realizzato nel 1751, ma ma completato viste le enormi necessità economiche per portare a termine un progetto tanto vasto, il Real Albergo dei poveri: in questo modo il supporto per i meno abbienti veniva garantito dal sovrano sia in vita che post mortem…

Il cimitero viene detto anche dei “tredici” per la sua collocazione: infatti sorge ai piedi della collina di Poggioreale, un tempo chiamata monte di Leutrecco o, popolarmente, Lo Trecco, poi deformato in “Trivice”, la cui scorretta italianizzazione è “Tredici”.

Perchè il cimitero s ichiama, dunque, “delle 366 fosse”? Perchè lo spazio a cielo aperto ha  366 fosse disposte in 19 file, chiuse ciascuna da una pietra tombale di 80 centimetri di lato; in queste fosse venivano letteralemente gettate le salme di coloro che non potevano permettersi una sepoltura individuale.

C’era comunque un iter che veniva scrupolosamente seguito: il primo gennaio i resti venivano riposti nella fossa con il numero 1 e così via fino ad utilizzare durante l’anno tutte le fosse. Per gli anni bisestili? C’era la fossa 366…

Si racconta anche che, per dare una più degna sepoltura, nel 1875 una baronessa inglese, che aveva perso un figlio a Napoli durante un’epidemia di colera, scossa dal modo con il quale  i cadaveri venivano brutalmente riposti nelle fosse, avesse donato al Cimitero una “macchina funebre”, ovvero un argano di ferro dotato di quattro piedi, affinchè i poveri defunti potessero essere adagiati con delicatezza nelle fosse, per una maggiore dignità della persona umana.

Nel 1837 questo cimitero fu affiancato da un altro, detto dei Colerosi, realizzato da Leonardo Laghezza.

L’area cimiteriale delle 366 Fosse è stata chiusa nel 1890, dopo aver accolto più di settecentomila corpi.

Fonte
http://it.wikipedia.org/wiki/Cimitero_delle_366_Fosse
http://www.cimiterodelle366fosse.com/

Dove si trova?

Via Fontanelle al Trivio, 50
Telefono: 0817806933
Cellulare: 3331606015

 

 

Giovanni Vitiello

Orgogliosamente napoletano, da tempo emigrato consapevole, è un dirigente di un gruppo bancario internazionale e si occupa di comunicazione e gestione della conoscenza aziendale. Vive tra Milano (lavoro) e Verona (famiglia) ed è tra i promotori dell'iniziativa "Dettinapoletani". Ha due grandi passioni: Napoli e il Napoli.