Municipalità 2 – Quartiere S. Giuseppe
Cap: 80134
Dove si trova
Informazioni sul toponimo
La Piazza si trova nel cuore del centro storico partenopeo, ed è un crocevia tra due importanti arterie cittadine: Spaccanapoli, il decumano inferiore che corre da est a ovest, e via Mezzocannone, che attraversa la città da sud a nord; prende il nome dalla chiesa di San Domenico Maggiore, che si erge maestosa alle sue spalle, con una zona absidale caratterizzata da una cornice merlata.
L’elemento distintivo della piazza è l’obelisco di San Domenico, eretto in segno di ringraziamento da parte della popolazione napoletana per essere scampata a un’epidemia di peste.
Il monumento fu scolpito da Francesco Antonio Picchiatti e oggi occupa il centro della piazza.
Storicamente, la piazza rappresenta anche il limite orientale delle mura greche di Neapolis, e la sua posizione ha dato modo di svolgere numerosi ruoli nel corso dei secoli, da luoghi di interesse politico e commerciale fino a quelli legati a pratiche esoteriche, grazie alla vicinanza con la Cappella Sansevero.
Nel 1764, il re Ferdinando IV di Borbone emanò un bando che vietava il gioco e le attività rumorose nella piazza, inclusi il gioco delle carte e della palla, nonché la vendita di beni e la deposizione di immondizia; questo bando, che rimase in vigore per molti anni, venne murato sulla chiesa e vi è tuttora visibile.
Siti e monumenti di interesse
Chiese
Basilica di San Domenico Maggiore
La Basilica di San Domenico Maggiore, situata nel centro di Napoli, fu eretta tra il 1283 e il 1324 per volere di Carlo II d’Angiò, divenendo la casa madre dei domenicani nel Regno di Napoli. La chiesa, esempio di architettura gotico-angioina, è famosa per il suo legame con figure illustri come San Tommaso d’Aquino e Giordano Bruno, che vi insegnarono. Il convento, che si estendeva originariamente su ampie aree, ospita ancora oggi il chiostro delle statue, restaurato nel 2012.
Nel corso dei secoli, la basilica subì diverse trasformazioni: rinascimentali, barocche e ottocentesche, che alterarono l’aspetto originario. La pavimentazione fu rifatta da Domenico Antonio Vaccaro nel XVIII secolo, e durante il periodo napoleonico il convento fu destinato a usi civili. Nel XX secolo, la basilica fu restaurata, ripristinando importanti elementi architettonici danneggiati durante la Seconda Guerra Mondiale.
Nel 1921, papa Benedetto XV elevò la chiesa al rango di basilica minore. Oggi, la basilica è un importante punto di riferimento culturale e religioso, con il suo patrimonio artistico che include opere di maestri come Giotto e Cavallini.
Chiesa della Confraternita del Santissimo Sacramento
L’Oratorio della Confraternita del Santissimo Sacramento, situato nel cortile di accesso alla chiesa di San Domenico Maggiore a Napoli, fu fondato nel 1628 ed è un significativo esempio di architettura barocca. Questo luogo di culto fa parte del complesso di San Domenico Maggiore e conserva opere artistiche di grande valore. Il capolavoro principale dell’oratorio è la tela di Massimo Stanzione che rappresenta la “Visione di Fra Giovanni d’Altamura”, collocata sull’altare maggiore.
Accanto a questo oratorio, si trova quello della Confraternita del Santissimo Rosario, che ospita un’altra pregevole opera di Fabrizio Santafede. Quest’ultima è stata recentemente restaurata e ora si trova in una delle cappelle della vicina Basilica di San Domenico. L’Oratorio del Santissimo Sacramento, con la sua ricca decorazione barocca e il suo patrimonio artistico, continua a essere un importante punto di riferimento culturale e religioso a Napoli.
Sagrestia della Basilica di San Domenico Maggiore
La sagrestia della Basilica di San Domenico Maggiore è un autentico gioiello del barocco napoletano del XVIII secolo, situata nella navata destra della chiesa. Progettata dall’architetto Giovan Battista Nauclerio, presenta una pianta rettangolare con pareti adornate da stalli lignei in noce finemente intagliati, che conferiscono all’ambiente un’atmosfera solenne e raffinata.
Il soffitto è impreziosito da un affresco realizzato nel 1709 dal pittore Francesco Solimena, intitolato Il Trionfo della Fede sull’Eresia ad opera dell’Ordine Domenicano. Questa maestosa opera celebra la missione spirituale dei domenicani e rappresenta uno dei capolavori della pittura barocca napoletana.
Un elemento distintivo della sagrestia è il ballatoio pensile, progettato da Nauclerio per ospitare le Arche Aragonesi: casse lignee che custodiscono i corpi mummificati di re e nobili aragonesi, testimonianze storiche di grande rilievo.
La sagrestia è parte integrante del percorso museale del DOMA – Museo dell’Opera di San Domenico Maggiore, che include anche la Sala degli Arredi Sacri, la Cella di San Tommaso d’Aquino e altri ambienti storici del complesso. L’accesso avviene dalla navata destra della basilica.
Palazzi
Palazzo Petrucci
Il palazzo, al civico 3, fu realizzato dalla famiglia Del Balzo agli inizi del 14° secolo, per poi passare alla famiglia Petrucci; nel corso dei secoli si sono succeduti diversi proprietari che hanno apportato diverse modifiche alla struttura iniziale, anche con diverse opere d’arte di pregio, salvo il portale di ingresso rimasto in stile rinascimentale napoletano.
La famiglia Petrucci aveva un ruolo importante all’interno della dinastia aragonese tante che Antonello Petrucci, ricoprì molte alte cariche, diventando segretario di re Ferrante I, il quale gli conferì il titolo di barone ed altri privilegi feudali.
Tuttavia la famiglia fu nel 1487 coinvolta nella cosiddetta congiura dei baroni che ebbe l’epilogo proprio a Napoli all’interno della omonima sala del Maschio Angioino.
Scoperto ed arrestato, Antonello Petrucci venne giustiziano alcuni anni dopo.
Palazzo di Sangro di Casacalenda
Il palazzo, al civico 17, fu costruito a partire da una struttura già esistente, su disposizione della famiglia dei De Sangro, duchi di Casacalenda.
Alla successiva restaurazione del palazzo fu chiamato Luigi Vanvitelli che, nel 1766, si preoccupò di restaurare il palazzo, intervenendo esclusivamente sul cortile, nel quale realizzò un portico con quattro archi, sorretti da otto colonne in piperno che erano state trovate durante gli scavi per la realizzazione della struttura.
Palazzo Saluzzo di Corigliano
L’edificio, al civico 12, fu eretto, con il nome di “palazzo di Sangro di Vietri”, dall’architetto Giovanni Francesco Mormando per volontà di Giovanni di Sangro, allo scopo di celebrare l’ammissione della famiglia di Sangro nel sedile di Nilo, dunque nel novero delle più antiche e illustri famiglie nobili della città.
Come era abitudine il palazzo prese il posto di sette case tra loro collegate appartenenti alle monache della chiesa di Santa Patrizia.
Oggi il palazzo è sede dell’Università “L’Orientale”, e precisamente del Dipartimento Asia, Africa e Mediterraneo
Altri siti di interesse
Obelisco di S. Domenico
La guglia fu voluta nel 1656 dal popolo napoletano come ex-voto a san Domenico per scongiurare la pestilenza di quello stesso anno. L’opera fu commissionata dai padri domenicani a Cosimo Fanzago, all’epoca impegnato anche nella conclusione di un altre due opere simili (l’obelisco di San Gennaro e la statua di San Gaetano)- Al Fanzago subentrò Francesco Antonio Picchiatti, il quale mantenne il cantiere fino al 1666 modificando sensibilmente il progetto originario. All’obelisco lavorarono in epoche successive anche Lorenzo Vaccaro ed il figlio Domenico Antonio Vaccaro, che terminò l’opera nel 1736, ossia settant’anni dopo la posa della prima pietra. La statua di S. Domenico, di origine incerta, fu collocata solo due anni dopo la conclusione dell’opera
Altre informazioni di interesse
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Link utili
Come arrivare a piazza San Domenico Maggiore


