Mandato: 2 marzo 1648 – 10 novembre 1653
Íñigo Vélez de Guevara, conte d’Oñate e di Villamediana, giunse a Napoli nel marzo 1648, chiamato a governare una città uscita dal trauma della rivolta di Masaniello e della fugace Repubblica napoletana. Diplomatico navigato e uomo di fiducia di Filippo IV, fu scelto per la sua abilità nel ristabilire l’ordine e consolidare il dominio spagnolo nei territori turbolenti.
Durante il suo lungo mandato (1648–1653), Guevara si distinse per una politica di pacificazione autoritaria: riorganizzò l’amministrazione, rafforzò la presenza militare e smantellò definitivamente le reti repubblicane, sia civili che ecclesiastiche. Represse ogni dissidenza con durezza, ma promosse anche alcune opere pubbliche per ridare prestigio alla città e ricostruirne la fiducia verso la corona.
Riuscì a contenere i fermenti sociali senza ulteriori rivolte, ma lasciò un segno più di forza che di consenso. A Napoli fu un viceré temuto più che amato, simbolo del ritorno all’ordine, ma anche di una monarchia lontana e intransigente.
Giudizio sintetico
👍 Stabilizzò il viceregno dopo una crisi drammatica; rafforzò il controllo spagnolo con fermezza e competenza amministrativa.
👎 Governo rigido, poco sensibile alle esigenze popolari; mancò l’occasione di riforme più inclusive e durature.
Curiosità
- Una perfetta rete diplomatica
Fu ambasciatore a Venezia e Vienna prima di arrivare a Napoli: portava con sé una rete diplomatica di altissimo livello. - Caccia ai rivoltosi
Durante il suo governo furono perseguitati i collaboratori della Repubblica del 1647 e censurata la stampa filofrancese. - La difesa del regno
Fece restaurare alcune strutture difensive della città e promosse una maggiore presenza delle forze reali nel Sud Italia.
Fonti
Treccani – Voce: “Íñigo Vélez de Guevara y Tassis”
Wikipedia.org
Villari, Rosario – La rivolta di Masaniello (Einaudi)


