Alfonso Maria Massari: il navigatore che disegnò il mondo

C’è un certo tipo di silenzio che si accompagna ai grandi uomini dimenticati dalla storia. Un silenzio fatto di mappe consumate, polvere d’archivio e medaglie sbiadite. Ma basta aprire le pagine giuste – o ascoltare il vento delle storie giuste – per risentire il suono del mare, il fremito dell’Africa, l’eco delle ambasciate d’Oriente. Alfonso Maria Massari, nato a Napoli il 23 maggio 1854, è uno di quei nomi che merita di tornare alla luce. Perché lui, il mondo, lo ha davvero attraversato.

Un ragazzo tra le onde

A quindici anni, mentre altri ancora sognano i banchi di scuola, Massari indossa l’uniforme e sale a bordo. Entra all’Accademia navale e a vent’anni parte per una delle imprese più affascinanti dell’Ottocento: un viaggio triennale di circumnavigazione a bordo della corvetta Vettor Pisani. Tre anni in mare, tre anni di vita forgiata dal sale e dal cielo aperto: ne esce Sottotenente di Vascello, e con negli occhi un orizzonte che non smetterà più di inseguire.

La traversata dell’impossibile

Ma è a venticinque anni che la sua storia diventa leggenda. Il Ministro della Marina Ferdinando Acton lo sceglie per accompagnare il principe Giovanni Borghese e l’esploratore Pellegrino Matteucci in una spedizione senza precedenti: attraversare a piedi l’Africa da costa a costa. Partono il 9 febbraio 1880 da Alessandria d’Egitto. Passano per Suakin, attraversano il Darfur, si addentrano in territori oggi purtroppo noti per conflitti e tragedie, ma che allora erano un’enorme incognita.

Sedici mesi, sette dei quali di puro cammino. Poi, finalmente, il 2 luglio 1881, arrivano ad Akassa, nel Golfo di Guinea. È la prima traversata trasversale del continente africano. È un’impresa fuori dal tempo.

Una vita tra fiumi e bandiere

L’impresa gli vale una Medaglia d’Oro dal Congresso Geografico Internazionale. Ma Massari non si ferma. Re Leopoldo II del Belgio gli affida il comando di un battello per esplorare il fiume Likouala, affluente del Congo. La missione è chiara: tracciarne la mappa, fino all’equatore, compresi i tanti affluenti minori. E lui, con la meticolosità di un cartografo e lo spirito di un avventuriero, disegna mondi dove prima c’erano solo bianchi spazi sulle carte.

Ambasciatore del nuovo mondo

Negli anni successivi, Massari si reinventa ancora. Diventa uomo di relazioni internazionali, con incarichi diplomatici e commerciali in Giappone e negli Stati Uniti. Ma la sua eredità più duratura arriva con il ritorno a casa: nel 1892 fonda il primo Ufficio Brevetti italiano, anticipando di decenni il valore della creatività industriale. Un’istituzione che resterà in funzione fino al 2002, a testimonianza di una visione lungimirante.

L’ultimo saluto

Alfonso Maria Massari si spegne nel 1950, nel silenzio di un’Italia che stava correndo verso il futuro. Ma lo fa con gli onori del Ministero della Marina, come si deve a chi ha navigato mari sconosciuti e camminato oltre i confini del possibile.

L’uomo che non ha mai smesso di partire

Massari è stato esploratore, marinaio, diplomatico, innovatore, ma soprattutto è stato un uomo che ha saputo dire “sì” al mondo, ogni volta che il mondo gli ha lanciato una sfida. Oggi, quando le mappe sono tutte disegnate e le distanze si misurano in pixel, la sua storia ci ricorda quanto sia importante continuare a esplorare – fuori e dentro di noi.

Fonte

Contenuto e immagine: wikipedia.org

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