Dino Valdi, il doppio discreto di Totò

Dino Valdi, nome d’arte di Osvaldo Natale, nacque a Napoli il 1° giugno 1922 e morì a Roma il 5 giugno 2003; è stato un attore italiano, noto soprattutto per un ruolo tanto importante quanto spesso dimenticato: la controfigura ufficiale di Totò.

L’ombra di un Principe

Valdi iniziò a lavorare con Antonio De Curtis, in arte Totò, a partire dal 1947, durante le riprese de I due orfanelli di Mario Mattoli. Da allora, fu la sua controfigura fissa, presente in quasi tutti i suoi film fino alla morte del grande comico nel 1967. Lo sostituiva nelle scene più difficili o faticose, ma anche durante le riprese in cui Totò, già malato e quasi cieco negli ultimi anni, aveva bisogno di essere rimpiazzato per le inquadrature da lontano o di spalle.

Un episodio curioso avvenne durante la lavorazione di Bellezze in bicicletta (1951): Totò doveva interpretare un ciclista, ma non poteva pedalare a lungo. Fu proprio Dino Valdi a vestire i suoi panni nelle scene in bicicletta, pedalando al suo posto e contribuendo così a costruire l’illusione cinematografica.

Un attore anche in proprio

Pur restando legato alla figura di Totò, Valdi ebbe anche una carriera autonoma come attore, partecipando a diversi film e spettacoli teatrali. Nel cinema lo ricordiamo in titoli come:

  • Tarantella napoletana (1953)

  • Carosello napoletano (1954)

  • Milano… difendersi o morire (1978)

  • Il portaborse (1991)

  • Arriva la bufera (1992)

Lavorò anche in teatro, e nel 1984 fu protagonista della commedia Cinecittà, al fianco di Rosalia Maggio e Pietro De Vico, due pilastri della scena partenopea.

In televisione apparve in vari programmi e sceneggiati. In particolare, nel 1980 partecipò a Un uomo da ridere, omaggio a Totò ideato da Franco Franchi, in cui la sua voce fu doppiata da Carlo Croccolo che imitava Totò per restituire il suo inconfondibile timbro.

Una vita dietro le quinte del mito

Dino Valdi ha avuto il merito silenzioso di aver aiutato Totò a brillare anche nei momenti più difficili della sua carriera. Come disse lo stesso Carlo Croccolo, “Valdi era l’unico che potesse muoversi come Totò, senza farsi notare”. Per anni fu una presenza indispensabile, discreta e professionale, nei dietro le quinte del cinema italiano del dopoguerra.
La sua figura è stata riscoperta e rivalutata negli ultimi anni da studiosi e appassionati di Totò, che lo considerano a pieno titolo parte integrante della sua leggenda.

Fonti

Immagine e testo: wikipedia.org

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