Napoli, estate inoltrata. Il sole picchia sui vicoli antichi, vibrando sui selciati consumati dal tempo; tra un vociare curioso e gente che si accalca, a piazza Trieste e Trento, per la precisione, c’è un minuscolo chiosco: cartelli ingialliti, ceste di limoni, un vecchio spremiagrumi fedele testimone di molte generazioni. Qui vende la sua bevanda zi’ Carulina, un’istituzione partenopea, dove “zia” è un titolo, che sta per signora e non per una parente lontana, un’eredità di gusto e memorie .
La magia in un bicchiere
La magia nasce dalla reazione tra acqua frizzante, limone spremuto al momento e un cucchiaino di bicarbonato: la schiuma scoppia, la bevanda “erutta” e chi la gusta fa un fugace salto all’indietro, aprendosi le gambe quasi per riflesso: da qui il nome “a cosce aperte” .
Una storia che attraversa i secoli
La tradizione affonda le radici nel Settecento, quando i bibitari ambulanti usavano anfore di creta (le “mummare”) per trasportare acqua fresca e vendere sollievo lungo i vicoli affollati: l’acqua più richiesta era quella ferrata, ricca di minerali, estratta dal Monte Echia: aromatizzata con limone e bicarbonato, divenne il cuore della limonata.Poi, l’epidemia di colera del 1973 mise fine all’utilizzo delle antiche fonti; in molti chioschi oggi si usa acqua minerale, ma il rituale permane, fedele alla sua essenza.
Ma la limonata, che in molti un tempo chiamavano anche ‘a gassosa ha qualità digestive eccezionali, rendendo lo stomaco, in sofferenza per la fase digestiva dei gustosi cibi nel frattempo assaggiati, pronto per nuove scoperte gastronomiche!
Il folclore ad ogni angolo
Napoli custodisce veri e propri templi della limonata a cosce aperte, sparsi tra vicoli, piazze e lungomari. Ogni chiosco è una storia, un gesto d’amore rinfrescante servito con la teatralità tipica della città. Citiamone solo alcuni, tra i più famosi:
Acquafrescaia Carolina
In piazza Trieste e Trento dal 1836, il chiosco di Carolina è una piccola istituzione partenopea. “Zia Carolina”, come la chiamano tutti, insieme al fratello, prepara limonate spumeggianti e digestive, perfette per accompagnare le abbuffate di street food napoletano.
Chalet ai Platani
A Chiaia, in piazza Sannazaro, questo storico chalet aperto nel 1919 è attivo dalle prime luci dell’alba fino a notte fonda. Tra granite, spremute e drink, spiccano le limonate a cosce aperte, protagoniste dell’estate napoletana.
Oasi Chiaia
Dal 1902 in via Chiaia, è famoso per l’uso dei limoni di Sorrento e per l’abbondanza di frutta fresca esposta sul bancone. Tra granite e spremute, la limonata a cosce aperte resta il simbolo più richiesto.
La Vera Granita di Raffaele
Conosciuto come “il chioschetto di Lello”, vicino alla Stazione Centrale (via Casanova), è un cult per chi cerca qualità e semplicità. File lunghissime per le granite, ma tra le sue regine c’è anche lei: la limonata effervescente a cosce aperte.
Chiosco Aurelio
Alla Riviera di Chiaia, dal civico 61, questo chiosco è sempre aperto e sempre affollato. Bibite per tutti i gusti, granite in dieci varianti e una limonata digestiva dal sapore classico: bicarbonato, succo di limone e acqua frizzante. Una ricetta semplice, ma indimenticabile.
In un sorso di limonata a cosce aperte, quindi, c’è Napoli: la teatralità, la storia, la sorellanza fra acidità e schiuma, un’umiltà teatrale che sorprende e rinfresca.


