Nino Taranto, il signore dell’ironia napoletana

Nato alla Sanità, nel cuore di Napoli, nel rione Sanità, Antonio Eduardo Taranto, in arte Nino Taranto, venne al mondo il 28 agosto 1907. Figlio della Napoli popolare e teatrale, crebbe circondato dai suoni della città e dai colori del palcoscenico: fin da giovane mostrò un talento naturale per l’intrattenimento, debuttando a soli 18 anni nel varietà.
La sua voce, la sua mimica e quella straordinaria capacità di giocare con la parola lo resero presto uno dei nomi più amati del teatro di rivista e della canzone umoristica.

Il successo tra macchiette e teatro di prosa

La grande fortuna di Nino Taranto fu la macchietta, genere teatrale e musicale tipicamente napoletano che fondeva canto, satira e gestualità. Portò al successo personaggi come Ciccio Formaggio, interpretandoli con ironia pungente, ma sempre elegante, mentre il pubblico si riconosceva in quei tipi umani, esasperati ma mai grotteschi.

Negli anni, Taranto dimostrò anche di essere un attore di prosa serio e versatile. Fece parte della Compagnia del Teatro San Ferdinando accanto a Eduardo De Filippo, partecipando a commedie memorabili. Con la sua voce pacata e la presenza misurata, sapeva trasformare ogni ruolo in un piccolo gioiello di umanità.

Il cinema e l’intesa con Totò

Nel dopoguerra, Nino Taranto divenne anche un volto familiare del cinema italiano. Recitò in oltre 80 film, lavorando con registi come Luigi Zampa, Mario Mattoli, e interpretando ruoli che andavano dalla commedia alla satira sociale. Celebre fu la sua collaborazione con Totò, con cui formò una delle coppie comiche più amate degli anni ’50; tra i film Totòtruffa 62 di Camillo Mastrocinque (1961) alla parodia di Totò contro Maciste (1962) di Fernando Cerchio, fino al travolgente Il monaco di Monza di Sergio Corbucci (1963). Taranto dava al Principe De Curtis una perfetta controparte, mai oscurata, mai invadente, la loro intesa era istintiva, rispettosa, fondata su due stili diversi ma complementari.

Dalla comicità alla canzone

Nino Taranto fu anche un eccellente cantante: partecipò più volte al Festival di Napoli, portando canzoni come ‘O ritratto ‘e Nanninella, ‘O matusa e ‘A prutesta, sempre con quella capacità rara di mescolare musica e recitazione; la sua voce, profonda e dolce, portava con sé il sapore della sua città.

Un’eredità fatta di garbo e ironia

Nino Taranto morì il 23 febbraio 1986 nella sua Napoli ed il funerale si tenne nella chiesa di San Ferdinando, conosciuta anche come la Chiesa degli artisti, in piazza Trieste e Trento davanti a circa tremila persone, tra artisti, politici e semplici cittadini: con lui si spense uno degli ultimi grandi interpreti della napoletanità colta, ironica e mai caricaturale. Rimane una figura che ha saputo attraversare generi e mezzi diversi – dal varietà alla prosa, dal cinema alla canzone – sempre con quella sobrietà che lo ha reso eterno.

Fonti 

Enciclopedia Treccani – voce “Nino Taranto”
Wikipedia (edizione italiana) – “Nino Taranto”

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