Napoli, 19 novembre 1944: nei Quartieri Spagnoli nasce Sergio Solli, un ragazzo dal sorriso aperto, con una sensibilità che già respirava quello spazio intenso, fra vicoli stretti, voci dal balcone, storie vissute. Figlio della Napoli più vera, non quella delle cartoline ma quella dell’anima, Solli incomincia la sua vita da giovane con un mestiere normale: parrucchiere; ma accanto al lavoro manuale c’è un fuoco che non si spegne: la passione per il teatro, che coltiva nei pomeriggi liberi, nelle compagnie locali, con l’ardore di chi sa che quella è la sua strada.
L’incontro che cambierà tutto arriva grazie a Eduardo De Filippo, che coglie in Sergio qualcosa di autentico, di napoletano dentro la voce, lo spazio, i silenzi: è così che Solli entra nella compagnia eduardiana, lavorando in commedie che diventeranno pietre miliari: De Pretore Vincenzo (1976), Gli esami non finiscono mai (1976), Natale in casa Cupiello (1977), Le voci di dentro (1978), Il sindaco del rione Sanità (1979).
Queste non sono soltanto recite; sono momenti in cui Solli mette la sua Napoli sul palcoscenico, la sua voce nei dialoghi, il suo modo di essere fra comicità e malinconia.
Il cinema lo accoglie dopo: Luciano De Crescenzo lo chiama e Solli non si tira indietro: è in Così parlò Bellavista (1984) che molti lo ricordano nei panni dello spazzino: una figura piccola, apparentemente modesta, eppure capace di restare nella memoria, perché ogni gesto, ogni parola, ogni sguardo parlano di dignità e humour.
Seguono Il mistero di Bellavista (1985), 32 dicembre (1988), e altre parti che, anche se da caratterista, dimostrano quanto il talento debba essere misurato non soltanto dal numero di prime parti, ma dall’impronta che lascia.
Sergio Solli non smette qui: lavorare in televisione, interpretare ruoli di carattere, apparire in serie che toccano realtà italiane e napoletane; per lui, il teatro rimane sempre casa, anche quando la fama lo porta in produzioni cinematografiche nazionali e anche internazionali, ogni volta che tornava al palco, era come un figlio che torna al porto.
La sua voce si è spenta il 3 febbraio 2023, ad Agerola, dove viveva da anni, aveva 78 anni.
Napoli ha pianto un pezzo di drammaturgia, una parte viva del suo teatro che non può essere dimenticata.
Il funerale nella chiesa della Santissima Annunziata è stato un omaggio al suo mestiere, alla sua gentilezza, al suo modo di portare in scena la città.
Sergio Solli lascia in eredità non solo una filmografia e un percorso teatrale, ma la certezza che la vera maschera napoletana non è quella del sorriso smagliante, ma quella che sa unire umorismo e commozione, ironia e verità.
Ogni volta che rivediamo un Bellavista, una commedia eduardiana, ogni volta che ascoltiamo quella battuta — “Prendo il caffè e me ne vado” — sentiamo ancora il suo passo sul palco, il segno indelebile di un attore che non ha mai smesso di amare Napoli.
Fonti
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“Morto Sergio Solli, l’attore simbolo della drammaturgia napoletana”, Gazzetta.it La Gazzetta dello Sport
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“Napoli, morto Sergio Solli, attore di Eduardo De Filippo e Luciano De Crescenzo”, Il Mattino Il Mattino
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“Sergio Solli, l’attore amato da Napoli che è passato da De Filippo a De Crescenzo”, PositanoNews Positano News
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“Sergio Solli”, Wikipedia (it) — biografia, teatro, cinema, TV Wikipedia


