Vittorio Marsiglia: l’ultimo signore della “Macchietta”

Immaginate un uomo elegante, con un sorriso furbo e una mimica che sembra uscita da un film in bianco e nero, ma con la vivacità del presente. Vittorio Marsiglia non è solo un attore o un cantante: è un custode.
Nato a Benevento l’8 febbraio 1943, ha ereditato un tesoro che stava per scomparire: la “Macchietta”, quel genere teatrale e musicale dove il personaggio viene tratteggiato con pennellate rapide, ironiche e spesso maliziose.

Dagli Albatros al varietà con i Giganti

La carriera di Vittorio inizia con le note del beat e del pop anni ’60 a Benevento, come leader degli Albatros, ma il suo destino è il palcoscenico teatrale. Nel 1973 debutta in Isso, essa e ‘o malamente, un titolo che è già un manifesto della sceneggiata rivisitata in chiave comica.
La sua bravura lo porta a lavorare con i mostri sacri del secolo scorso: da Aldo Fabrizi a Gino Bramieri, passando per i fratelli Giuffré. Marsiglia impara dai migliori l’arte del “tempo comico”, quella capacità millimetrica di far esplodere la risata con un solo sguardo o un’inflessione della voce.

Il volto amico della TV: Corrado e Renzo Arbore

Negli anni ’80, Marsiglia diventa uno dei volti più amati del piccolo schermo. Entra nelle case degli italiani con garbo e simpatia nel cast de Il pranzo è servito, accanto al leggendario Corrado. È proprio questa sua capacità di essere “popolare” senza mai essere volgare a renderlo perfetto per la TV di quegli anni, da Domenica In al Maurizio Costanzo Show.

Ma è con un altro grande napoletano (d’adozione), Renzo Arbore, che Vittorio trova la sua dimensione ideale. Arbore, innamorato della cultura del caffè-concerto, vede in Marsiglia l’unico in grado di riportare in vita le canzoni umoristiche di inizio Novecento, quelle che facevano ridere i nostri nonni ma che, nelle mani di Vittorio, diventano moderne e irresistibili.

L’ultimo erede di una tradizione perduta

Oggi, Vittorio Marsiglia è considerato l’ultimo interprete della macchietta napoletana. In un mondo di comicità veloce e spesso gridata, lui difende l’ironia sottile, il doppio senso elegante e la tecnica della “parlata cantata”. Come dice il titolo del suo DVD prodotto da Arbore, “Chi sono, cosa faccio, dove vado”, la sua direzione è chiara: verso il futuro, ma portandosi dietro tutto il bagaglio prezioso della tradizione.

La macchietta è un’arte difficile: devi far ridere di un difetto senza offendere l’uomo.

Perché Vittorio Marsiglia è un simbolo?

Perché ci ricorda che Napoli è anche leggerezza, intelligenza del sorriso e capacità di non prendersi troppo sul serio. È la prova vivente che la cultura “alta” del San Carlo e quella “bassa” del varietà sono in realtà due facce della stessa, splendida medaglia.

Fonti 

  • Produzioni Audiovisive:

    • Chi sono, cosa faccio, dove vado (DVD prodotto da Renzo Arbore, 2005).

    • MilleVoci di Gianni Turco (Edizioni varie).

  • Teatro e Scrittura:

    • Collaborazioni con Enrico Vaime e Bruno Corbucci (testi per Ragioniè voi dovete ragionà e Il marito della nipote dello zio).

    • Archivio storico del Festival di Napoli.

  • Filmografia:

    • Così parlò Bellavista, regia di Luciano De Crescenzo (1984).

    • Café Express, regia di Nanni Loy (1980).

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