Ad litteram: “I ladri con la giacca elegante addosso sono peggiori degli altri“.
Significato: sono più pericolosi i ladri che rubano per potere o avidità, rispetto a quelli che lo fanno per necessità.
Ladri col doppiopetto
A Napoli si dice che il vero furto comincia quando il ladro mette la cravatta. Non è un caso che il proverbio faccia riferimento alla sciammèria, quella giacca elegante, magari lucida, che dà un’aria di rispettabilità a chi invece sta facendo il peggio dei guai. In altre parole: chi ruba per fame fa pena, chi ruba per mestiere fa danno, ma chi ruba col titolo da dottore, con l’orologio d’oro al polso, seduto in qualche palazzo istituzionale e il sorriso di chi sa di passarla liscia… beh, quello è il più pericoloso di tutti.
Il vestito non fa il galantuomo
La saggezza partenopea non si lascia incantare dalle apparenze. Il proverbio svela un’amara verità: spesso i peggiori “mariuoli” non stanno nei vicoli, ma dietro le scrivanie, nei consigli di amministrazione, o in certi palazzi col soffitto affrescato. Rubano con la penna, con le carte, con le parole ben calibrate. E lo fanno con stile, ché la sciammeria serve proprio a coprire il marcio sotto.
Qui non c’è solo un’accusa, ma un’allerta sociale. Napoli, con la sua voce millenaria, ci dice: “Attenzione a chi sembra perbene”. Perché spesso il ladro più elegante è anche quello più impunito.
A chi indirizzare il detto?
Quando un potente finisce sotto inchiesta, quando un affare pubblico profuma di truffa, quando un tizio in doppiopetto fa il moralista, ma poi scopri che “ha il braccino lungo”… questo è il proverbio perfetto da sussurrare tra i denti o, meglio ancora, da scrivere a chiare lettere.


