Bruno Cirino: l’attore che fece del teatro un impegno civile

Bruno Cirino Pomicino nacque a Napoli il 25 ottobre 1936, in una famiglia destinata a lasciare segni diversi nella cultura e nella politica italiana; diplomatosi all’Accademia nazionale d’arte drammatica, trovò ben presto un maestro d’eccezione: Eduardo De Filippo, che lo volle con sé ne Il contratto (1967): era l’inizio di una carriera che lo avrebbe condotto sui palcoscenici più importanti d’Italia, accanto a registi come Franco Zeffirelli, Giorgio De Lullo, Giuseppe Patroni Griffi, Aldo Trionfo.

Cirino non era soltanto un interprete: era un uomo di teatro nel senso più pieno.
Negli anni Settanta fondò con Roberto Bisacco la cooperativa Teatroggi, dando voce alle parole di Dacia Maraini nei quartieri popolari di Roma, a Centocelle. Il teatro, per lui, non era intrattenimento, ma occasione di confronto civile e politico: Weiss, Sartre, Ionesco, Dostoevskij furono i compagni di un cammino che oscillava tra impegno e rivisitazione dei classici.
Memorabile il suo Idiota diretto da Aldo Trionfo (1977), dove la sensibilità drammatica e la profondità interiore emersero con forza.

Il grande pubblico lo scoprì nel 1972 con Diario di un maestro, lo sceneggiato di Vittorio De Seta che raccontava le borgate romane attraverso gli occhi di un insegnante coraggioso, quel “maestro D’Angelo” divenne quasi un simbolo di un’Italia che cercava ancora riscatto.

Il cinema lo accolse nei film di registi come Risi, Bolognini, Lattuada, fino ad Allonsanfàn (1974) dei fratelli Taviani, ma fu soprattutto il teatro a restare il suo territorio d’elezione: da Marat-Sade a Uscita d’emergenza di Santanelli, fino a Liolà di Pirandello, portò sulla scena un’energia fatta di passione e coscienza civile.

La sua voce risuonò anche alla radio, conducendo nel 1973 il programma Voi ed io, e in televisione prestò il volto a Leonardo e a Michelangelo, incarnando i grandi spiriti del Rinascimento.

La sua vita, intensa e breve, si spense il 17 aprile 1981, a soli 44 anni, stroncato da un infarto a Vercelli, al termine di una tournée; restava l’immagine di un artista che aveva fatto del palcoscenico un luogo di verità, e della sua arte un servizio alla società.

Bruno Cirino era fratello del politico Paolo Cirino Pomicino e dell’attore Franco Cirino, ma più di ogni legame familiare, resta il ricordo di un uomo che, come scrisse un critico, “recitava come se il teatro potesse cambiare il mondo”.

Fonti

  • Wikipedia – Bruno Cirino: dati anagrafici, carriera teatrale, cinematografica e televisiva.

  • IMDb: filmografia completa e conferma di titoli/ruoli.

  • Enciclopedia Treccani – Dizionario Biografico (voce su Bruno Cirino).

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