Barbara D’Urso, all’anagrafe Maria Carmela D’Urso, nasce a Napoli il 7 maggio 1957. È una delle figure più note della televisione italiana, apprezzata (e spesso discussa) conduttrice e attrice, oltre che scrittrice.
Il suo debutto televisivo risale alla fine degli anni Settanta, quando partecipa a diverse produzioni della neonata Telemilano 58, futura Canale 5. Nello stesso periodo, appare su Rete 2 (oggi Rai 2) nel programma sperimentale e provocatorio Stryx. Durante gli anni Ottanta, Barbara avvia anche la carriera da attrice, recitando in diversi film e serie TV, e prosegue con successo le sue attività televisive. Negli anni Novanta si iscrive, per un breve periodo, all’albo dei giornalisti e collabora con varie testate. Dal 2003 al 2023 è protagonista indiscussa di Canale 5, conducendo numerose edizioni del Grande Fratello, diversi reality e format di infotainment. Ha anche pubblicato otto libri, sette dei quali con Mondadori e uno con la Nuova Eri.
Infanzia e origini
Barbara è la primogenita di Rodolfo D’Urso, originario di Laurenzana (Potenza), e Vera Pentimalli, calabrese di Sant’Eufemia d’Aspromonte. A soli 11 anni perde la madre, il 23 agosto 1968. Ha cinque fratelli: Daniela (1960) e Alessandro (1965), nati dal primo matrimonio del padre, e Riccardo (1970), Fabiana (1973) ed Eleonora (1975), nati dal secondo matrimonio di Rodolfo con Wanda Randi, figura che Barbara considera una vera seconda madre. Cresce a Napoli e, a 19 anni, si trasferisce a Milano per inseguire il sogno della moda, nonostante la forte opposizione del padre, con il quale riallaccerà i rapporti solo in seguito, anche grazie all’intervento di Wanda.
Gli esordi nello spettacolo
Scartata dal mondo della moda per la bassa statura, inizia la carriera televisiva nel 1977 come showgirl con lo pseudonimo “Barbara”, considerato più adatto alla TV lombarda rispetto al “troppo meridionale” Maria Carmela. Esordisce nel programma Goal, accanto a Diego Abatantuono, Teo Teocoli, Giorgio Porcaro e Massimo Boldi, e lavora come annunciatrice e valletta con Claudio Lippi.
Nel 1978 passa alla Rai e partecipa a Stryx, dove attira l’attenzione per un balletto in topless, che contribuirà alla censura del programma. Prosegue con Che combinazione (1979) e nel 1980 affianca Pippo Baudo a Domenica In, dove lavora con Antonio Ricci, Beppe Grillo e Memo Remigi. In quell’occasione incide anche un 45 giri, “Dolceamaro”, che diventa la sigla finale della trasmissione.
Cinema e prime serie TV
Debutta al cinema nel 1982 con Erba selvatica, a cui seguono Blues metropolitano (1985) e Vogliamoci troppo bene (1989). Recita anche in serie TV come Delitto in via Teulada (1979), Skipper (1984) e Giorno dopo giorno (1982), considerata la prima vera telenovela italiana. In questi anni appare anche su Playboy e Playmen con servizi fotografici senza veli.
Varietà e giornalismo
Partecipa ai varietà Forte fortissimo e Fresco fresco (1982), poi si allontana momentaneamente dalla TV per tornare nel 1987 con Una serata da campioni, e con lo speciale La lunga notte di Biancaneve. Lavora come giornalista per i mensili Moda e King, ma viene in seguito radiata dall’albo dei giornalisti per aver partecipato a pubblicità.
Nel 1992 recita nella serie Bony e nel film Non chiamarmi Omar, scritto da Sergio Staino e Altan. Esordisce in teatro nel 1993 con Appuntamento d’amore, e nel 1994 pubblica il libro-intervista Debole è la carne, edito da Nuova ERI. Lo stesso anno conduce le Grolle d’oro, e nel 1995 è in due film: Mollo tutto e Romanzo di un giovane povero di Ettore Scola. Conduce anche Per amore, talk show su Odeon TV.
Il successo con La Dottoressa Giò
Nel 1995 ottiene grande successo con il film TV La dottoressa Giò – Una mano da stringere, da cui verrà tratta la celebre serie omonima trasmessa su Rete 4 tra il 1997 e il 1998, che la rende un volto amatissimo dal pubblico.
Ritorno alla TV e Grande Fratello
Nel 1996 torna con Agenzia su Rete 4, e l’anno dopo è a Mattina in famiglia e Mezzogiorno in famiglia su Rai 2 con Tiberio Timperi. Conduce anche il Festival di Napoli (1998). Tra fiction, teatro e varietà, partecipa a diversi progetti, tra cui Donne di mafia (2001), le sitcom Via Zanardi, 33 e Ugo, e torna a teatro con Lisistrata.
Nel 2003 diventa conduttrice del Grande Fratello, sostituendo Daria Bignardi. Ottiene un successo strepitoso, al punto che una puntata del GF supera in ascolti il Festival di Sanremo 2004. Rimane al timone del reality per tre edizioni.
Anni 2000: fiction, reality e prime serate
Nel 2004 recita nelle fiction Orgoglio, Noi, Una donna scomoda e Rocco, e nel film Per giusto omicidio. Nel 2005 conduce La Fattoria e recita in Ricomincio da me. Presenta anche il Trofeo Birra Moretti per tre estati di fila. Conduce poi Reality Circus (2006) e Uno due tre stalla (2007), entrambi criticati. Torna a teatro con La vedova scaltra e Il letto ovale.
La regina dell’infotainment (2008–2018)
Nel 2008 approda a Mattino Cinque, accanto a Claudio Brachino. Poco dopo, conduce anche Pomeriggio Cinque e la prima edizione di Lo Show dei Record, che tornerà l’anno dopo con ottimi ascolti.
Dal 2009 passa stabilmente a Pomeriggio Cinque e crea Domenica Cinque, che condurrà fino al 2011. In quegli anni sperimenta anche con format come A gentile richiesta e Stasera che Sera, oltre ai veglioni di Capodanno Cinque.
Nel 2010 pubblica il libro Più forti di prima, seguito da Tanto poi esce il sole (2011), autobiografia molto apprezzata. Conduce anche il controverso Baila!, talent sul ballo poi cancellato. A partire dal 2012 assume la guida anche di Domenica Live, oltre a continuare con Pomeriggio Cinque, segnando una presenza costante nei pomeriggi Mediaset.
Attività editoriali
Dal 2012 in poi pubblica numerosi libri:
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Ma credo ancora nell’amore (2012)
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Ecco come faccio (2013)
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Ti si legge in faccia (2014)
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Se lo desideri accade (2015)
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Quanti anni mi dai? (2016)
Record e longevità
Tra il 2013 e il 2018 continua a dominare con Pomeriggio Cinque e Domenica Live, contribuendo al sorpasso negli ascolti di Canale 5 su Rai 1. Conduce inoltre la quindicesima edizione del Grande Fratello, tornando a un format che l’ha resa icona.
Dal 2018 al 2023: l’era del prime time e l’addio a Mediaset
Nel 2018 Barbara torna trionfalmente in prima serata con il Grande Fratello 15, superando il 23% di share in alcune puntate. Forte di questi ascolti, nel 2019 le viene affidato un ambizioso progetto: la conduzione di Live – Non è la D’Urso, talk show del lunedì sera, in onda da marzo 2019 a marzo 2021. Il programma ottiene grande risonanza mediatica, grazie a interviste cult, confronti accesi e momenti virali diventati meme sui social.
Nel frattempo, continua a condurre Pomeriggio Cinque, Domenica Live e anche La Dottoressa Giò, di cui viene prodotta una nuova stagione nel 2019, a vent’anni dal primo successo.
La sua onnipresenza televisiva fa sì che Barbara sia definita “la donna dei 5 programmi a settimana”, caso unico nella televisione italiana contemporanea. Diventa un simbolo di resistenza, presenza scenica e lavoro instancabile. Tra polemiche, imitazioni e successi, il suo volto domina i pomeriggi e le serate Mediaset fino al 2021, quando Live – Non è la D’Urso viene cancellato per lasciare spazio a nuovi format.
Nel 2022 e 2023, Barbara si concentra su Pomeriggio Cinque, che viene però gradualmente modificato nei contenuti e nello stile. Il 26 giugno 2023, Mediaset annuncia ufficialmente che la conduzione del programma passerà a Myrta Merlino. L’uscita di scena di Barbara, dopo vent’anni da volto simbolo del Biscione, segna la fine di un’epoca. La notizia suscita scalpore, affetto e grande curiosità sul suo futuro professionale.
Dal 2024: il ritorno a teatro e nuovi progetti
Nel 2024 Barbara D’Urso sorprende tutti annunciando il ritorno alle sue radici: il teatro. Interpreta una commedia brillante e riprende contatto diretto con il pubblico dal vivo. Parallelamente, partecipa a eventi pubblici, interviste e progetti editoriali, mantenendo alta l’attenzione mediatica su di sé.
Nonostante l’assenza momentanea dalla TV, continua a essere molto attiva sui social, dove coltiva un rapporto intenso e affettuoso con i suoi fan. Il futuro rimane aperto: tra indiscrezioni su nuove collaborazioni televisive e possibili incursioni nel mondo delle piattaforme digitali, il nome di Barbara D’Urso continua a far parlare, a dividere, e soprattutto a incuriosire.
Conclusione: icona pop oltre il piccolo schermo
Con oltre quarant’anni di carriera, Barbara D’Urso ha attraversato epoche, linguaggi e generi televisivi, imponendosi come una vera e propria icona del pop italiano. La sua capacità di reinventarsi, di mescolare intrattenimento, attualità e sentimento, e di rimanere costantemente al centro del dibattito culturale e mediatico, la rendono una figura unica e difficilmente replicabile nel panorama televisivo nazionale.
Che piaccia o meno, Barbara D’Urso è molto più di una conduttrice: è un fenomeno popolare.


