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Ad litteram: Chi vuole che il figlio diventi ladro, gli insegni la pesca o la caccia
Lo so, appena si ascolta questo vecchio detto viene da pensare: “Ma che stai dicendo? Insegnare la pesca? La caccia? È roba sana, concreta! Altro che ladri!”. E avete anche ragione, ma proviamo a guardarla da un altro lato.
Immaginiamo un bambino che cresce con l’idea che nella vita bisogna sempre “portare a casa qualcosa”. Che se sei bravo, tiri su il pesce prima degli altri; che se sei veloce, becchi la preda, che se ci pensi troppo… ti frega qualcun altro.
All’inizio sembra un buon insegnamento: “non stare con le mani in mano”, “cavati da solo dai guai”, “non aspettare che ti venga regalato qualcosa”. Tutto bello. Ma… se gli insegni solo questo, e mai che a volte si può anche rinunciare, condividere, aspettare, restare con meno… eh, allora il rischio c’è.
Il rischio è che quel bambino cresca pensando che nella vita, se non prendi subito, resti povero. E quindi… prendi sempre, anche quando non è tuo, anche se c’è qualcun altro che ne ha più bisogno, anche se potresti farne a meno.
Non ruba per cattiveria, ma per paura: di non avere abbastanza, di restare con niente, di non valere se non ha qualcosa da stringere in mano. E così, senza volerlo, invece di insegnargli a sopravvivere, gli hai insegnato a “sottrarre”.
Capite? È lì la differenza: la pesca e la caccia in sé non fanno male, anzi, sono mestieri veri, pieni di fatica, di pazienza, di rispetto per i cicli della natura. Ma se gli si insegna solo a “prendere” — senza fargli capire anche quando è il momento di fermarsi — poi magari quel bambino crescerà con l’idea che chi non prende, perde. E allora magari non ti ruba il portafoglio, ma si prende un vantaggio scorretto, un merito che non gli spetta, un’opportunità che poteva anche lasciare a qualcun altro.
Per questo — e lo dico con il cuore, non per fare la morale — se volete insegnargli a pescare, benissimo, ma insegnategli anche che non sempre bisogna riempire il secchio o la bisaccia, che si può anche tornare a casa a mani vuote.
Che la vera ricchezza non è quanto prendi… ma sapere che non ti manca nulla anche quando hai poco.
Ecco. Così, forse, evitiamo che domani diventi uno di quelli che si “arrangiano” un po’ troppo… a spese degli altri


