Municipalità 1 – Quartiere Chiaia
Cap: 80121
Dove si trova
Informazioni sul toponimo
Via dei Mille a Napoli è una delle strade più emblematiche della città, dedicata ai soldati garibaldini che parteciparono alla famosa “Spedizione dei Mille” del 1860: sebbene il toponimo si riferisca direttamente a questi eroici combattenti, fu proprio Giuseppe Garibaldi, durante la sua dittatura del 1860, a decretare l’apertura della via come un’opera di pubblica utilità.
Tuttavia, i lavori non iniziarono immediatamente e la costruzione fu avviata solo nel 1885, con l’apertura ufficiale al pubblico nel 1889, 29 anni dopo il decreto di Garibaldi.
Altre informazioni di interesse
Nessuna informazione presente.
Siti e monumenti di interesse
Palazzi
Palazzo Leonetti
Il Palazzo Leonetti è uno degli esempi più significativi di architettura liberty a Napoli. Situato ial civico 40, fu progettato tra il 1908 e il 1910 dall’architetto Giulio Ulisse Arata e dall’ingegnere Gioacchino Luigi Mellucci; originariamente concepito come albergo, l’edificio fu successivamente destinato a residenze private e venduto ai conti Leonetti.
Il palazzo presenta una pianta a “U”, con un cortile interno che ospita un giardino, caratteristica che richiama il vicino Palazzo d’Avalos del Vasto . La facciata è decorata con elementi classici, come timpani alle finestre, e dettagli floreali in stucco tipici dello stile liberty. Le balaustre metalliche dei balconi riflettono il gusto modernista dell’epoca.
Oggi, il Palazzo Leonetti ospita il Consolato Generale di Spagna e il Consolato Britannico; inoltre, al suo interno si trovano uffici di aziende e professionisti.
Nel 2024, la sede della Zurich Bank ha inaugurato una mostra d’arte contemporanea, trasformando parte dell’edificio in uno spazio espositivo
Palazzo Spinelli

Il Palazzo Spinelli è un elegante edificio storico situato al civico 16; costruito tra il 1910 e il 1914 nel giardino della preesistente palazzina Velardi, l’edificio si estende tra le strade via dei Mille, via Fornari, via Vetriera, rampe Brancaccio e gradini D’Andrea.
Il palazzo si sviluppa su sei piani e presenta una facciata in stile neoclassico; sul lato meridionale, si distinguono poggioli decorati con semicolonne e motivi rocaille.
Le balaustrine in travertino arcuate contrastano con i balconi laterali in ferro battuto.
L’ultimo piano è separato dagli altri da un cornicione con timpano spezzato e presenta finestre di dimensioni minori ma di notevole eleganza.
Uno degli elementi più caratteristici del palazzo è la fontana situata al centro del cortile. Questa rappresenta un cavallo marino rampante che tenta di sfuggire ai tentacoli di un polpo, mentre un satiro con tridente si aggrappa alla sua criniera.
Oggi, il Palazzo Spinelli ospita diverse attività, tra cui la redazione napoletana del quotidiano “La Repubblica”, che si è trasferita in questa sede nel 2018.
Palazzo in via dei Mille n.45-47-49
Il palazzo situato ai numeri civici 45-49 è un notevole esempio di architettura liberty del primo Novecento; progettato dall’architetto Giulio Ulisse Arata tra il 1908 e il 1910, l’edificio si distingue per la sua forma trapezoidale e per la presenza di tre ingressi indipendenti, ciascuno con una propria scala, che si sviluppano su differenti livelli altimetrici.
L’immobile presenta una facciata elegante che riprende, con minore estro, alcuni elementi decorativi del vicino Palazzo Leonetti, anch’esso opera di Arata: la struttura è realizzata in cemento armato, una tecnica costruttiva innovativa per l’epoca, che caratterizza anche altri edifici della zona come il Palazzo Mannajuolo.
Attualmente, il palazzo è di proprietà privata e rientra tra i beni tutelati dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per il Comune di Napoli.
Palazzo d’Avalos del Vasto
Il Palazzo d’Avalos del Vasto, situato ai numeri 48-50 è una delle dimore nobiliari più significative della città; costruito tra il 1489 e il 1525 da Francesco Ferdinando d’Avalos e sua moglie Vittoria Colonna, il palazzo fu concepito come residenza di rappresentanza della famiglia d’Avalos, marchesi di Pescara e del Vasto.
Nel 1751, l’architetto Mario Gioffredo, noto per il suo lavoro alla Reggia di Caserta, fu incaricato di ristrutturare l’edificio, conferendogli un aspetto neoclassico. Le modifiche includevano l’aggiunta di poggioli con balaustre e un leggero bugnato sulla facciata.
Il palazzo presenta una pianta a “U” con due corpi di fabbrica che racchiudono un cortile interno. Al primo piano nobile si trovano saloni affrescati da Alessandro Fischetti. Tra gli arredi storici, vi era un letto a baldacchino in legno intarsiato e dorato, decorato con lo stemma dei d’Avalos.
Dopo decenni di degrado, il palazzo è stato oggetto di un’importante opera di riqualificazione.
Nel 2025, la facciata principale su via dei Mille è stata liberata dalle impalcature, restituendo alla città uno dei suoi edifici storici più importanti.
È previsto anche il ripristino del cancello storico e la ricostruzione della recinzione rimossa durante la Seconda Guerra Mondiale.
Palazzo Carafa di Roccella
Il Palazzo Carafa di Roccella è un edificio monumentale situato al civico 60 che attualmente ospita il PAN – Palazzo delle Arti di Napoli, un museo dedicato all’arte contemporanea.
Il palazzo ha origini seicentesche: inizialmente concepito come villa-masseria al di fuori delle mura cittadine, fu donato nel 1667 da Francesco di Sangro al cognato Giuseppe Carafa, in occasione del matrimonio con sua sorella Antonia. Nel XVIII secolo, Ippolita Cantelmo Stuart, moglie di Vincenzo Maria III Carafa, vi animò un rinomato salotto letterario.
L’edificio presenta una struttura rettangolare in muratura di tufo, con solai in legno, volte a botte e una copertura a due falde. Le scale interne includono rampe parallele e una scala circolare.
Dopo un periodo di abbandono, nel 1984 il Comune di Napoli acquisì il palazzo e avviò un restauro che culminò nel 2005 con l’apertura del PAN. Il museo si estende su tre piani per un totale di 6.000 m² e ospita mostre di pittura, scultura, fotografia, design e altre forme d’arte contemporanea.
Palazzo Petriccione di Vadi
Il Palazzo Petriccione di Vadi è un elegante edificio storico situato al numero 1; cCostruito tra il 1902 e il 1904 da Luigi Petriccione, industriale nel settore degli alcolici, l’edificio fu realizzato in occasione del suo matrimonio con la duchessa Beatrice di San Donato.
Per meriti imprenditoriali, Petriccione fu insignito del titolo di conte da re Umberto I nel 1896.
L’edificio è un esempio di stile liberty napoletano, arricchito da elementi neoclassici. La facciata presenta un bugnato liscio al piano terra e decorazioni sobrie, che conferiscono al palazzo un’eleganza discreta.
Nel palazzo visse Antonio Petriccione, giornalista e scrittore, autore del libro La fontana dei parchi, con il quale vinse il Premio Partenope nel 1956 . Nel 1985, una targa commemorativa fu posta sulla facciata in ricordo di Alfonso Petriccione, discendente della famiglia e anch’egli giornalista e scrittore
Link utili
Fonti
Le strade di Napoli – Gino Doria
Le strade di Napoli – Romualdo Marrone
Aurelio De Rose, I palazzi di Napoli, Roma, Newton & Compton, 2001
napolivillage.com
beniculturalionline.it
storienapoli.it
storiacity.it
wikipedia.org
it.wikipedia.orgloquis.com
palazzi di Napoli.it
vesuviolive.it
napoligrafia.it


