Municipalità 1 – Quartiere S. Ferdinando
Cap: 80132
Dove si trova
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Informazioni sul toponimo
La strada, che va da via Partenope a via Cesario Consolo rappresenta la storia di Napoli.
Fondata dai Cumani nel VIII secolo a.C. sul Monte Echia, la zona divenne famosa in epoca romana per la villa di Lucio Licinio Lucullo, l’Oppidum Lucullianum, dove morì l’ultimo imperatore romano, Romolo Augusto. Durante l’epoca imperiale, la zona divenne nota anche per le grotte Platamonie, utilizzate per riti magici e descritte nel “Satyricon” di Petronio. In epoca medievale, la villa venne trasformata in monastero dai basiliani e gestita dalla chiesa durante il periodo ducale.
In epoca normanna, il monastero di Santa Lucia fu trasformato in una fortezza per difendere il golfo. Durante il periodo angioino, il porto, dato in concessione ai provenzali, divenne un importante centro militare e commerciale. Nel 1588, madre Eusebia Minadoa ricostruì il santuario per il suo ordine femminile. Tra il Seicento e il Settecento, i viceré spagnoli abbellirono il luogo, con l’intervento più rilevante del 1599 da parte del viceré Enrico di Gusman, che incaricò Domenico Fontana di trasformare il borgo in un’area prestigiosa. Con l’arrivo dei Borbone, i luciani divennero artigiani e fornitori della real casa.
La strada, fino ai primi del Novecento, non era come la conosciamo oggi, ma si affacciava direttamente sul mare, mantenendo un aspetto pittoresco che è stato tramandato nelle descrizioni dei viaggiatori e in numerose stampe e quadri. Un particolare caratteristico di questa zona era l’ostricaro, un’antica attività che coinvolgeva molti abitanti. Fino alla fine del 1500, Santa Lucia era una semplice spiaggia di pescatori senza strade. Una piccola insenatura vicino al Palazzo Reale, usata come porto dai provenzali, venne riqualificata nel 1599 dal viceré Conte Olivares, che abbatté alcune casupole di pescatori e creò una via di comunicazione tra la città e la spiaggia. Successivamente, altri vicere si impegnarono in lavori di risanamento, ma il vero merito va al cardinale Borgia, che nel 1620 riordinò la strada, canalizzando le acque e costruendo un muretto lungo il mare, tutto con fondi privati. Nonostante la proposta di chiamare la via “via borgiana”, il nome di Santa Lucia è rimasto intatto, derivante dalla chiesa di Santa Lucia, fondata secondo la leggenda da una nipote di Costantino. La chiesa originale, riedificata nel 1588, venne rifatta nel 1845 per l’innalzamento delle strade. Inoltre, nella stessa via si trova la chiesa di Santa Maria della Catena, dove è sepolto il navigatore Francesco Caracciolo.
Famoso in tutto il mondo è il Pallonetto di Santa Lucia (vedi)
Altre informazioni di interesse
Nessuna informazione presente.
Siti e monumenti di interesse
Chiese
Basilica di Santa Lucia a Mare (al numero civico 3)
La chiesa prende il nome dalla sua originaria posizione sulla riva della spiaggia, prima dell’espansione a mare del Borgo; secondo la tradizione, fu fondata da una nipote dell’imperatore Costantino, anche se le prime attestazioni certe risalgono al IX secolo.
I primi a occuparla furono i monaci basiliani provenienti dall’isolotto di Megaride (oggi Castel dell’Ovo), seguiti dalle suore di santa Patrizia. Nel 1588 la badessa Eusebia Minadoa ristrutturò buona parte dell’edificio.
Nel 1845, l’innalzamento della strada del Chiatamone interrò la chiesa cinquecentesca, dando vita all’attuale struttura. Durante la Seconda guerra mondiale subì gravi danni, ma venne ricostruita seguendo l’impianto del XIX secolo.
Tra gli episodi celebri, la visita di Totò nel 1957, che qui pregò per la guarigione dei suoi problemi agli occhi, che gli permisero di tornare a recitare
Palazzi
Palazzo Caracciolo di Brienza a Santa Lucia
Al civico 116 di via Santa Lucia, si erge il Palazzo Caracciolo di Brienza, dimora storica della nobiltà napoletana, testimone di secoli di vicende cittadine. Costruito tra XVII e XVIII secolo, il palazzo mostra la tipica eleganza aristocratica dell’epoca, con facciata sobria e linee armoniose che raccontano il gusto dei Borbone e delle famiglie patrizie che dominavano Napoli.
L’edificio, pur trasformato nel corso dei secoli, conserva elementi originari come portali in piperno, finestre con cornici decorate e scalinate interne che conducono agli appartamenti nobiliari. Un tempo residenza privata della famiglia Caracciolo di Brienza, il palazzo ha visto passare generazioni di aristocratici e ospitato eventi mondani, entrando a pieno titolo nella memoria urbana del rione.
Oggi, Palazzo Caracciolo di Brienza è un simbolo della Napoli signorile, incastonato tra il lungomare e le antiche stradine di Santa Lucia. Passeggiando davanti alla sua facciata si percepisce il respiro della storia, tra i panni stesi dei vicoli e il mare a pochi passi, in un dialogo tra passato aristocratico e vita quotidiana partenopea.
La sua presenza ricorda quanto la città sia un museo a cielo aperto, dove ogni palazzo narra vicende di nobiltà, cultura e tradizione.
Palazzo dell’Ammiragliato (via Santa Lucia n.2)
Il Palazzo dell’Ammiragliato si trova al civico 2 ed è stato la sede del Comando Militare Marittimo della Marina Militare Italiana per la Campania, la Calabria e la Basilicata.
La sua posizione è altamente strategica e simbolica, affacciandosi sul Borgo Marinari e sul Castel dell’Ovo .
L’architettura è in stile classicheggiante, sobria ma imponente, in linea con la funzione istituzionale e militare.
Sebbene sia meno celebre di altre costruzioni monumentali della città, è un punto di riferimento importante per la storia navale di Napoli e per la vita istituzionale del quartiere Santa Lucia.
Palazzo in via Santa Lucia n.62
L’edificio, risalente prevalentemente al XVIII secolo, si presenta come una tipica residenza storica del quartiere San Ferdinando. La facciata su Via Santa Lucia mantiene un’impronta classicheggiante, con una scansione regolare delle aperture.
L’elemento di maggior pregio è il portale di ingresso, le cui linee severe richiamano l’architettura napoletana settecentesca. Le aperture soprastanti, in particolare le finestre e i balconi, sono caratterizzate da timpani mistilinei che conferiscono movimento e decoro. Internamente, il palazzo nasconde un raro e prezioso giardino, un hortus conclusus che conferisce alla residenza un’atmosfera di quiete e isolamento dal contesto urbano circostante. Oggi, l’immobile coniuga la sua storica architettura con funzioni ricettive di lusso.
Link utili
Come raggiungere via Santa Lucia
Fonti
- Wikipedia.org
- Le strade di Napoli – Romualdo Marrone
- Le strade di Napoli – Gino Doria


