Municipalità 3 – Quartiere Stella
Cap: 80136
Dove si trova
Informazioni sul toponimo
Via San Severo a Capodimonte, che va da via Via Sanità a Salita Capodimonte, deve il suo nome a una delle figure più rilevanti della cristianità napoletana: San Severo, l’undicesimo vescovo della città (IV secolo). La strada è il fulcro di un’area dalla sacralità millenaria, poiché conduce alla Basilica di San Severo fuori le mura e alle relative catacombe.
Fu proprio il vescovo Severo a scegliere questa zona, allora extraurbana, per accogliere le spoglie di San Gennaro durante la prima traslazione da Pozzuoli, ed egli stesso vi fu sepolto nel 409 d.C. La toponomastica riflette dunque un legame profondo con il culto dei morti e le prime comunità cristiane, distinguendosi nettamente dalla via omonima del centro antico legata ai principi di Sangro.
Oggi, questa via non è solo un percorso storico, ma rappresenta un’arteria vitale che testimonia la rinascita del Rione Sanità. Tra i palazzi popolari e i laboratori artigiani che la costeggiano, la strada conserva intatto il fascino della “Napoli di sopra”, fungendo da cerniera tra la devozione antica e la vivacità moderna. Per chi la percorre, resta uno dei luoghi più autentici dove leggere la continuità spirituale della città, lontano dai circuiti turistici più affollati.
Altre informazioni di interesse
Nessuna informazione presente.
Siti e monumenti di interesse
Chiese
Basilica di S. Severo fuori le mura
La Basilica di San Severo fuori le mura rappresenta una delle testimonianze più antiche e stratificate del Rione Sanità. Fondata nel IV secolo dal vescovo Severo, la chiesa sorge in un’area storicamente destinata al culto dei morti. La sua importanza è legata indissolubilmente alla figura di San Gennaro: fu proprio qui che il vescovo Severo trasferì le spoglie del Martire nel 367 d.C., rendendo questo luogo il primo vero santuario urbano del patrono.
Sotto il piano di calpestio si estendono le Catacombe di San Severo, un ipogeo che, pur nelle sue dimensioni contenute, conserva intatta l’atmosfera della Napoli paleocristiana, con tracce di affreschi che decoravano l’arcosolio del vescovo fondatore. La basilica attuale, frutto di rifacimenti barocchi, custodisce nella Cappella dei Bianchi un tesoro contemporaneo: il “Figlio Velato“ di Jago, opera che dialoga con la tradizione scultorea del Settecento napoletano.
Oggi la Basilica è un simbolo di rinascita culturale: gestita dai giovani del quartiere, è il cuore di un progetto di riscatto sociale che trasforma la memoria storica in motore di sviluppo. Per la tua opera su strade e tradizioni, questo sito incarna perfettamente il legame viscerale tra la “Napoli di sopra” e la città sotterranea, tra la devozione popolare e l’eccellenza artistica.
Link utili
Come raggiungere via S. Severo a Capodimonte.
Fonti
Wikipedia.org


