Municipalità 1 – Quartiere Chiaia
Cap: 80121
Dove si trova
Informazioni sul toponimo
La strada è intitolata a Vittoria Colonna (1492-1547), una poetessa e nobildonna italiana di grande rilievo nel Rinascimento. Nata a Marino, sposò Ferrante d’Avalos, marchese di Pescara, e visse un periodo segnato da eventi storici turbolenti, come la morte del marito.
La sua poesia, spesso ispirata da temi di amore, morte e spiritualità, è caratterizzata da un linguaggio raffinato e una profonda carica emotiva.
Frequentò importanti intellettuali dell’epoca, tra cui Michelangelo Buonarroti, con cui intrattenne una lunga e intensa corrispondenza.
Altre informazioni di interesse
Al numero civico 14, il 24 maggio del 1900 nasceva Eduardo De Filippo, drammaturgo, attore, regista, sceneggiatore e poeta, un vanto per il nostro teatro.
Sempre dinanzi al numero civico 14 è stata posta una targa che ricorda, invece, Giustino Fortunato, (Rionero in Vulture, 4 settembre 1848 – Napoli, 23 luglio 1932) politico e storico, fra i più importanti rappresentanti del Meridionalismo.
Al numero civico 4 ha abitato Eduardo Scarpetta, (Napoli, 13 marzo 1853 – 29 novembre 1925), attore e commediografo.
Con il ricavato del suo lavoro teatrale, Scarpetta si fece costruire anche una villa in via Luigia Sanfelice, sulle colline del Vomero, anche se egli viveva con la sua famiglia a questo indirizzo.
È nella casa al Vomero, che chiamò La Santarella, come una sua commedia ancor oggi di successo, che fece incidere il motto: “Qui rido io”
Siti e monumenti di interesse
Palazzi
Palazzo della Fondiaria
Il Palazzo della Fondiaria è un edificio storico situato al numero 14,; costruito alla fine del XIX secolo dalla Società Fondiaria su un sito preesistente, il palazzo è noto per essere stato la residenza del politico e storico Giustino Fortunato dal 1910 al 1932.
Una targa commemorativa sulla facciata ricorda il suo contributo alla discussione sulla “questione meridionale” in Italia.
L’edificio presenta una facciata sobria e lineare, tipica dell’architettura residenziale napoletana di fine Ottocento. Sebbene non siano disponibili dettagli specifici sulle decorazioni o sugli interni, la sua struttura riflette lo stile dell’epoca in cui è stato ricostruito.
Palazzo Scarpetta
Il Palazzo Scarpetta è un edificio storico situato al numero 4; costruito nel 1880 su iniziativa dell’attore e commediografo Eduardo Scarpetta, il palazzo è noto per essere stato la residenza di una delle famiglie più influenti del teatro napoletano moderno.
L’edificio si sviluppa su quattro piani e presenta uno stile architettonico tipico dell’epoca, con una facciata elegante e sobria.
Particolare attenzione è dedicata all’androne d’ingresso, dove sono collocate tre statue che rappresentano i personaggi principali della commedia ‘Na Santarella: “La Monaca”, una figura religiosa del convento delle Rondinelle; “Felice Sciosciammocca” una delle maschere più celebri del repertorio di Scarpetta: “‘Santarella”, la protagonista della commedia, una giovane allieva del convento.
Sopra il portone d’ingresso, un fregio raffigura una musa con una tromba e una maschera, simboli dell’arte teatrale. Sulla volta dell’androne sono impresse le iniziali di Eduardo Scarpetta, a testimonianza della sua paternità dell’opera .
Il palazzo è stato la dimora di Eduardo Scarpetta e della sua numerosa famiglia, tra cui i figli Vincenzo, Domenico e Maria. Nel corso degli anni, vi hanno abitato anche i membri della famiglia De Filippo: Titina, Eduardo e Peppino, che consideravano Scarpetta come uno zio. Altri artisti legati al teatro napoletano, come i Carloni e i Viviani, hanno condiviso questo spazio, facendo del palazzo un vero e proprio “olimpo” della cultura teatrale partenopea
Oggi, il primo piano del palazzo ospita la Fondazione Eduardo De Filippo, istituita nel 2008 per volontà di Luca De Filippo e del Comune di Napoli. La fondazione ha l’obiettivo di promuovere la tradizione teatrale napoletana e di sviluppare il teatro contemporaneo, oltre a sostenere iniziative culturali e sociali rivolte ai giovani e alle fasce più svantaggiate della società
Chiese
Chiesa di Santa Teresa a Chiaia
La Chiesa di Santa Teresa a Chiaia, situataal civico 22 è una delle più significative testimonianze del barocco napoletano; fondata nel 1625 dai Carmelitani Scalzi su un terreno donato dal nobile Rutilio Collasino, inizialmente era conosciuta come Santa Teresa a Plaggie, in riferimento alla sua vicinanza al mare.
Nel periodo compreso tra il 1650 e il 1662, la chiesa fu ricostruita grazie alla generosità di nobili napoletani, tra cui Isabella Mastrogiudice, e su progetto dell’architetto Cosimo Fanzago, uno dei principali esponenti del barocco napoletano . L’edificio presenta una pianta a croce greca, con una maestosa cupola centrale. La facciata, caratterizzata da decorazioni in stucco e pinnacoli, è arricchita da un portale in bronzo sormontato da una coppia di angeli che sorreggono la statua di Santa Teresa.
Il terremoto del Sannio del 1688 causò ingenti danni alla struttura, che fu successivamente restaurata. Nel 1885, con l’apertura di via dei Mille, la scenografica scala a doppia rampa progettata da Fanzago fu accorciata.
L’interno della chiesa ospita numerose opere di artisti del Seicento, quali: Luca Giordano: “Riposo nella fuga in Egitto”, “Infanzia di Maria”, “San Pietro d’Alcantara che appare a Santa Teresa” e “San Pietro d’Alcantara che confessa Santa Teresa”; Cosimo Fanzago: statua marmorea di Santa Teresa sull’altare maggiore; Andrea Vaccaro: “La Crocifissione” nel coro: Giacomo Farelli: “La Vergine del Carmine che dà lo scapolare a San Simone Stock” nella cappella a destra dell’abside.
La chiesa è gestita dai Carmelitani Scalzi, con celebrazioni liturgiche regolari e attività culturali.
Ogni 15 ottobre, in occasione della festa di Santa Teresa d’Avila, compatrona di Napoli e protettrice degli scrittori, si svolgono solenni celebrazioni.
Link utili
Come arrivare a via Vittoria Colonna
Fonti
Le strade di Napoli – Gino Doria
Le strade di Napoli – Romualdo Marrone
wikipedia.org
napoligrafia.it
palazzidinapoli.it
ilrisvegliodiparthenope.it
vesuviolive.it
napoli-turistica.com


