Giacomo Rondinella nasce a Messina il 30 agosto 1923, da genitori cantanti e attori specializzati nel repertorio napoletano; nonostante l’ambiente familiare, viene inizialmente avviato alla carriera nautica e successivamente arruolato nel Reggimento “San Marco” durante la Seconda guerra mondiale.
Dopo l’armistizio, prova con il pugilato, ma nel 1944 il destino musicale si fa strada: vince un concorso radiofonico per voci nuove a Napoli. È l’inizio di tutto.
Il successo e Munasterio ‘e Santa Chiara
Nel 1945, durante lo spettacolo Imputati… alziamoci!, interpreta Munasterio ‘e Santa Chiara, brano che diventerà un classico della canzone napoletana; il suo timbro caldo, elegante e popolare conquista immediatamente il pubblico. Prende parte a riviste prestigiose con Anna Magnani e Gino Cervi, consolidando il suo ruolo di stella nascente.
Il cinema lo chiama
Negli anni ’50, il suo volto fotogenico e la sua voce lo portano sul grande schermo. In pochi anni gira oltre 40 film, spesso come protagonista, spaziando tra melodrammi e commedie. Lavora con registi importanti, tra cui Rossellini e Giannini, diventando uno dei volti più amati del cinema popolare italiano.
Festival e tournée
Partecipa a importanti festival musicali: Roma, Napoli, Sanremo e al primo Cantagiro nel 1963. Porta nel mondo brani come Malafemmena, Luna rossa, Ischia mia e Io credo in te, conquistando anche il pubblico internazionale, grazie a tournée in America e Canada. La sua carriera discografica è vasta, con incisioni in diversi Paesi.
Negli anni ’70 si trasferisce a Toronto, dove gestisce un teatro e continua a esibirsi, non smettendo mai di cantare Napoli. Torna in Italia negli anni ’90, ritirandosi progressivamente dalle scene.
L’ultimo atto
Sposato con Ada Alese dal 1947, perde il figlio Roberto nel 1996 e la moglie nel 2013; muore a Roma il 26 febbraio 2015, a 91 anni. Riposa a Palestrina, vicino alla Capitale.
Un’eredità che canta ancora
Giacomo Rondinella ha portato la canzone napoletana nel mondo, con passione e autenticità; è stato un artista poliedrico, ma soprattutto una voce che ancora oggi racconta l’anima di Napoli.
Fonti
Enciclopedia Treccani – Sezione Musica
Wikipedia.org
La Repubblica, necrologio del 27 febbraio 2015


