Ida Di Benedetto, nata a Napoli il 3 giugno 1945, è un’attrice e produttrice cinematografica italiana; nota per la sua intensità interpretativa e per i ruoli di donne forti, sensuali e combattive, ha saputo conquistare un posto di rilievo nel cinema d’autore, nel teatro popolare e nella televisione.
Gli inizi e la svolta d’autore
Dopo gli esordi in teatro e un piccolo ruolo nel poliziottesco …a tutte le auto della polizia… (1975), il suo primo vero debutto cinematografico avviene con Werner Schroeter, regista tedesco che la dirige in Nel regno di Napoli (1978) e Palermo oder Wolfsburg (1980). Proprio grazie a queste interpretazioni viene notata dal regista Salvatore Piscicelli, che le affida il ruolo principale in Immacolata e Concetta – L’altra gelosia (1980). Il film racconta con coraggio una storia di passione, gelosia e omosessualità nella Napoli popolare e le fa vincere il Nastro d’Argento come miglior attrice protagonista.
Nello stesso anno recita anche in Fontamara di Carlo Lizzani, ispirato al celebre romanzo di Ignazio Silone.
La forza nei ruoli femminili
Negli anni ’80 e ’90, Ida Di Benedetto diventa un volto familiare al grande pubblico: interpreta donne passionali e indipendenti, alternando la commedia (Testa o croce di Nanni Loy, Più bello di così si muore di Pasquale Festa Campanile) a ruoli popolari nella tradizione della sceneggiata napoletana accanto a Mario Merola (Giuramento, Tradimento, Guapparia).
La sua filmografia si intreccia spesso con quella del compagno artistico Piscicelli, con cui gira titoli come Blues metropolitano (1985), Regina (1987), Quartetto (2001) e Alla fine della notte (2003).
Collaborazioni e cinema d’impegno
L’intensa collaborazione con il regista Aurelio Grimaldi porta la Di Benedetto a interpretare ruoli drammatici e audaci nei film Le buttane (1994), selezionato a Cannes, e Rosa Funzeca (2002), apprezzato per la sua cruda umanità.
Ha lavorato anche con registi come Mario Monicelli (Camera d’albergo), Damiano Damiani (Pizza Connection) e Pupi Avati (Noi tre).
Per la sua interpretazione in Camera d’albergo ottiene nel 1981 il David di Donatello come miglior attrice non protagonista.
La televisione e la produzione
Negli anni ’90 e 2000, Di Benedetto si dedica anche alla televisione, recitando in serie come Un posto al sole (dove interpreta Federica Palladini, figura centrale della soap), Il bello delle donne 2 e fiction come Madre come te o Paura di amare.
Nel frattempo, fonda con la figlia Stefania Bifano la casa di produzione Titania Produzioni, con cui produce numerose fiction, film e miniserie per la Rai, tra cui Caravaggio (2008) e Bakhita – La santa africana (2009); dove il suo impegno come produttrice è orientato verso storie di forte impatto civile, spirituale o storico.
Nel 2012 riceve il Premio Alabarda d’oro per il cinema, un riconoscimento al suo contributo artistico e culturale.
Vita privata e polemiche
Ida Di Benedetto è madre dell’attrice e produttrice Marta Bifano. Dal 1995 è legata a Giuliano Urbani, ex ministro dei Beni Culturali (2001–2005). La relazione è stata resa pubblica nel 2005.
Durante gli anni in cui Urbani era ministro, Titania Produzioni ha ricevuto circa 7 milioni di euro in fondi pubblici, generando critiche per presunti favoritismi e rapidità nell’erogazione. La vicenda è stata oggetto di articoli e interrogazioni parlamentari, e il suo nome è apparso in alcune intercettazioni relative al caso Agostino Saccà, ex dirigente Rai, senza tuttavia essere mai stata condannata.
Una figura complessa e appassionata
Ida Di Benedetto ha saputo raccontare sullo schermo l’anima più viscerale e intensa del femminile meridionale: ribelle, ferita, tenace. Attrice di grande potenza, ha attraversato i generi e le epoche del cinema italiano con coerenza e carisma.
Fonti
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Enciclopedia Treccani (voce: “Cinema italiano, attrici”)
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Archivio David di Donatello – Premi ufficiali
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Archivio Nastri d’Argento – Sindacato Giornalisti Cinematografici
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Articoli su L’Espresso, Il Fatto Quotidiano e La Repubblica (2007–2008)


