Il mistero della guainèlla: tra sassaiuole e antichi bastoni

Nel lessico dimenticato delle strade napoletane, esiste un termine che evoca immagini di polvere, fazioni contrapposte e grida infantili: la guainèlla.
Prima di indicare genericamente una contesa o, come avvenne in tempi più recenti, la ben nota petrïata (la sassaiuola tra scugnizzi), questa parola nasceva come un vero e proprio grido di battaglia. “Guainella, guainé, brié, ahó!“: era questo il segnale di incitamento che dava il via agli scontri tra i ragazzi dei rioni limitrofi.

Tuttavia, risalire all’origine di questa voce è un’impresa che ha fatto vacillare molti studiosi: se i grandi dizionari etimologici sorvolano o brancolano nel buio, alcune ipotesi del passato appaiono oggi poco convincenti. È il caso di chi ha tentato di collegare la guainella napoletana all’omonimo termine abruzzese o romanesco che indica la carruba, ma cosa potrebbe mai avere in comune il frutto del carrubo con una violenta tenzone di strada? Nulla, né sul piano logico né su quello semantico.

Altrettanto fragile appare il tentativo di ricondurre il termine al latino duellum. Sebbene l’idea di uno scontro tra due fazioni possa indurre in tentazione, la trasformazione fonetica da duello a guainella richiederebbe passaggi linguistici azzardati e difficilmente documentabili. Inoltre, la guainella non era una sfida tra due singoli cavalieri, ma una rissa collettiva, una mischia che coinvolgeva intere schiere di giovani pronti a tutto.

Per trovare la chiave del mistero, bisogna forse cambiare prospettiva e guardare non alle pietre, ma a ciò che veniva usato prima che i sassi diventassero l’arma principale: i bastoni. In origine, queste contese avvenivano utilizzando pertiche flessibili ricavate dai rami di piante come il salice o il vetrice. Questi rami erano chiamati ainelle, un termine che affonda le sue radici nel greco agnos (pianta ritenuta capace di conferire castità e purezza).

È dunque altamente probabile che l’originario grido di battaglia non fosse “guainella”, ma ainella!”, ovvero un incitamento ad armarsi di bastoni e pertiche per l’imminente scontro. Con il tempo, per ragioni di eufonia tipiche della parlata popolare, l’espressione ‘a ainella si è trasformata in ‘a uainella e infine nell’attuale guainella. Una metamorfosi linguistica che ha traghettato un antico strumento di offesa vegetale nel grido universale della sfida di strada, sopravvivendo anche quando i bastoni furono sostituiti dalle pietre.

Fonti

  • Analisi etimologica comparata dei lessici dialettali (D’Ambra, Altamura, D’Ascoli).

  • Studio sulle radici greche e latine nella terminologia popolare napoletana.

  • “Etimologia delle parole napoletane” a cura di Gabriella Cundari.

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