Il sipario di Napoli: la vita teatrale e cinematografica di Maria Laura Rondanini
Nata a Napoli il 1° ottobre 1965, Maria Laura Rondanini è una figura poliedrica nell’arte dello spettacolo: attrice innanzitutto, ma anche produttrice dall’energia instancabile. La sua carriera affonda le radici nella tradizione teatrale partenopea, dove il dialetto, l’anima e il sudore del palcoscenico incontrano la passione per la recitazione.in dagli esordi, la Rondanini ha calcato i palcoscenici con energie vive in opere storiche come “Guappo di cartone” di Raffaele Viviani (1990, regia di Armando Pugliese), o nelle riscritture sperimentali di Roberto De Simone (“L’ammalato per apprensione“, “Il drago“,”Il canto de li cunti”); non è mancato l’incontro con i giganti della scena napoletana: Mario Scarpetta, Luigi De Filippo, Carlo Giuffré hanno tutto il merito di averla valorizzata, testimoniandone il talento in veri e propri classici come “Non ti pago“, “Miseria e nobiltà” e “Questi fantasmi!“.

Tra i titoli più moderni, la sua presenza si è fatta sentire in “La scuola” di Starnone (regia Daniele Luchetti, 2015), “Lacci” (regia Pugliese, 2016) e “Si nota all’imbrunire” (con Lucia Calamaro al Festival dei Due Mondi di Spoleto, 2018). Parallelamente, ha prestato la sua arte al cinema: da “Il posto dell’anima” (2002) a “Pater familias” (2002), fino a “Cefalonia” (2005), dando vita a personaggi intensi e memorabili.

Nel 2011, la sua visione si è ampliata: con la fondazione della Cardellino srl, Maria Laura è diventata anche produttrice e regista dietro le quinte, dimostrando un’elegante versatilità e una ferrea dedizione alla scena; con un piede davanti alla ribalta e l’altro nella organizzazione, ha intrecciato talento e pragmatismo, conducendo tournée pluriennali con passo saldo e vigile.

La sua vita personale è segnata da un amore lungo, autentico: il 6 ottobre 2008, sulle calli veneziane, ha sposato l’attore Silvio Orlando in una cerimonia toccante officiata dal sindaco di allora, Massimo Cacciari. Quel legame, costruito con pazienza in quasi un decennio di fidanzamento, si è fatto complice di palchi condivisi, intuizioni artistiche e una complicità che affonda nella recitazione come nei gesti quotidiani.

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